È stata un'assemblea tutt'altro che semplice per Luigi Di Maio quella di ieri sera con i parlamentari del Movimento 5 Stelle. Tantissime le voci polemiche, gli atti di accusa, le critiche per la totale assenza di democrazia interna sulle scelte che sono state fatte nelle ultime settimane. L'umore racconta di due assunti legati l'uno all'altro: Salvini c'ha fregato e Di Maio ha fallito la missione di portare il Movimento 5 Stelle al governo. Nonostante stia girando negli ambienti pentastellati un sondaggio che li darebbe al 41% in pochi credono a un boom elettorale se si tornasse al voto. Appare evidente a tutti che Salvini ha vinto su tutta la linea ed una forza politica che rappresentava la metà dei consensi dell'M5S ha guadagnato qualcosa come 10 punti percentuali negli ultimi mesi mettendo in affanno gli stessi grillini. Uno dei temi più caldi dell'assemblea è stato proprio quello della democrazia interna il punto su cui Luigi Di Maio è stato maggiormente bersagliato dai suoi colleghi parlamentari. Luigi Gallo a Fanpage.it spiega: "Io ho fatto un intervento dove ho messo al centro il tema della partecipazione. Sia chiaro, è giusto che abbiamo cercato convergenze in parlamento con tutte le forze politiche, ma questa strategia ci ha appiattiti sulle Lega e c'ha messo in affanno con il nostro elettorato". Il deputato campano è tra quelli che hanno da sempre digerito male il dialogo con Salvini e dopo il fallimento della strategia di Di Maio lancia una proposta: "Ho detto che è necessario convocare un'assemblea degli iscritti al movimento prima di ogni altra decisione, ma non una consultazione online, intendo un'assemblea fisica dove ci si possa guardare negli occhi. Fino ad ora c'hanno fatto fare delle assemblee di ascolto ma è chiaro che non sono sufficienti, io credo che sia necessaria istituire una sorta di commissione speciale che gestisca le fasi di crisi politica, una struttura che sia elettiva e che tenga dentro tutte le anime diverse del movimento. Il tempo del modello verticistico è scaduto". L'impressione è che "uno vale uno" sembra essere diventato uno slogan sbiadito e sono in tantissimi a lanciare l'allarme, il modello di comunicazione interna è fallito.

Tra le voci interne al Movimento 5 Stelle risulta sempre più autorevole quella della "pasionaria" Paola Nugnes, la senatrice che non ha mai nascosto le sue posizioni critiche in queste settimane. Raggiunta al telefono da Fanpage ci dice: "Nel dibattito in assemblea c'è stato grande disagio per la mancanza di condivisione di queste settimane, da qualcuno è stato ribadito che nessuno possa circondarsi esclusivamente di fidati signorsì, la critica è utile ascoltarla perché è sempre costruttiva". Infatti sono davvero pochi quelli che hanno condiviso da vicino la strategia di Di Maio, solo Toninelli e Spadafora insieme a pochi altri fidatissimi mentre il resto dei 330 parlamentari ha giocato il ruolo di spettatore della partita per il governo del paese. "Io ero scettica sul dialogo con la Lega così come su quello con il Pd che è una forza liberista e subalterna ai diktat dell'Unione Europea – prosegue la Nugnes – il problema, come ho detto a Di Maio, non è tanto come ci siamo seduti con Salvini ma come ci siamo alzati: la Lega contava la metà dei nostri consensi, Salvini è caduto in piedi non rinnegando mai l'alleanza con Forza Italia e tirando la corda con noi,  è lecito pensare che esista un rapporto che non conosciamo tra Matteo Salvini e Silvio Berlusconi, non è un caso che tutto si è complicato quando Berlusconi ha avuto la riabilitazione". "Di certo il Movimento 5 Stelle ha agito con la buona fede di chi vuole portare il risultato a casa, ma è chiaro che Di Maio ha rincorso Salvini ed il risultato è quello che vediamo, il suo nuovo atteggiamento di responsabilità per provare a fare il governo è apprezzabile,  ed è il linea con quanto abbiamo sempre ribadito" precisa la senatrice.