Come ogni anno, all'avvicinarsi del Natale, scoppiano le polemiche sul presepe nelle scuole. E infatti lo scorso 30 novembre Matteo Salvini scriveva su Twitter: "Ma cosa ci può essere di più assurdo? In una scuola elementare in provincia di Treviso le maestre avrebbero deciso di rinunciare al presepe perché offende bimbi di altre religioni. Se è vero, siamo di fronte all’ennesima idiozia!!!".

"Non abbiamo in alcun modo vietato agli insegnanti l’allestimento del presepe. Abbiamo semplicemente preso atto di una scelta di programmazione didattica delle maestre del plesso di Zerman priva di connotazioni ideologiche o confessionali. Non esiste nessun progetto specifico di“inclusione sociale”, non è presente nessun alunno straniero e le insegnanti unanimemente hanno realizzato una scelta consapevole: il Natale sarà atteso e celebrato anche quest’anno con attività didattiche e laboratoriali", afferma oggi la dirigente scolastica sul Corriere del Vento.

Il giornale ricorda come la Regione stia promuovendo per il secondo anno di fila un bando da 50mila euro per la realizzazione ed esposizione dei presepi nelle scuole. La fake news riguarderebbe l'istituto Marta Minerbi, a Mogliano Veneto nel Trevigiano. La dirigente lamenta poi le polemiche e le strumentalizzazioni politiche, definendole come un "danno per l’educazione dei bambini, privati del diritto ad avvicinarsi alle festività natalizie in un clima di serenità e pace". Il consigliere regionale del Partito democratico, Andrea Zanoni, ha ripreso il punto commentato: "Non ho niente contro il presepe, lo faccio ogni anno ma non è la Lega che può dettare la linea didattica delle scuole. Non sentiamo la necessità di nuove crociate che avrebbero come uniche vittime i bambini. Almeno loro teniamoli fuori dalla bagarre politica".

In questi giorni Salvini è comunque tornato a sottolineare la sua posizione sul Natale, scrivendo su Twitter: "Viste le recite scolastiche cancellate, i canti negati, i presepi smontati, i Gesù Bambino temuti, non è banale: difendiamo il Natale, le nostre radici, le nostre tradizioni, la nostra civiltà!".