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Elezioni politiche 2022

Salvini cerca la rimonta nei sondaggi mostrando bambini e migranti in condizioni disumane a Lampedusa

Il tour di Matteo Salvini nell’hotspot di Lampedusa, sbattuto in diretta sui social, segna il ritorno della sua più becera propaganda. Per fermare l’emorragia di consenso nei sondaggi il leader della Lega mostra bambini, migranti ed esseri umani in condizioni disperate, ironizzando sul fatto che abbiano un cellulare.
A cura di Tommaso Coluzzi
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Migranti in condizioni difficili, bambini buttati per terra, servizi igienici che di igienico hanno ben poco. Le immagini di Lampedusa mostrate da Matteo Salvini sono un colpo al cuore. E lo sono soprattutto perché quegli esseri umani in difficoltà diventano carne da macello social nel tempo di un quarto d'ora. Il blitz del leader della Lega sull'isola – il secondo, perché già ci aveva provato ma a suo dire avevano svuotato appositamente l'hotspot – segna il ritorno della sua propaganda nella versione più becera. Quella di chi è disposto a tutto pur di riguadagnare il consenso perduto.

Il problema di Salvini, infatti, è questo: i sondaggi elettorali continuano a dare la Lega in calo. Fratelli d'Italia dell'amica/avversaria interna Giorgia Meloni rischia di massacrare il Carroccio alle elezioni del 25 settembre, soprattutto nel Nord-Est, storica roccaforte leghista. Lo spettro di scivolare sotto il 10% si avvicina, così come la possibilità di perdere decine di parlamentari e relativo peso nel governo di centrodestra che – quasi sicuramente – governerà l'Italia per i prossimi anni.

Così Salvini riparte dal momento in cui il suo consenso era ben oltre i trenta punti percentuali, capitalizzati solamente con le elezioni europee del 2019. Salvini riparte dal Viminale, dove promette di tornare presto per difendere i confini e fermare l'immigrazione irregolare. Salvini riparte dalla propaganda sulla pelle dei migranti, l'arma che più di tutte le altre gli ha dato dei frutti. E soprattutto Salvini riparte dalla Sicilia, terra di confine dove l'emergenza sbarchi non è mai terminata e – paradossalmente, per ragioni puramente storiche – dove la Lega sa di poter monetizzare in termini di voti.

Poco conta, per Salvini, se per fare ciò bisogna entrare in un hotspot in condizioni di eterna emergenza, far partire la diretta su Facebook e mostrare a tutti – in una surreale visita guidata – esseri umani buttati per terra o in fila per una razione di cibo. Poco conta se tra di loro ci sono dei bambini piccoli, su cui la telecamera che segue il leader della Lega indugia. Indugia sui volti, sulle espressioni dei migranti. Poco conta se per recuperare voti bisogna riprendere delle persone dalla finestra, mentre sono sul loro letto o si stanno cambiando. O mostrare i bagni in condizioni indescrivibili.

C'è spazio per sottolineare che siamo "in tempo di Covid, di limitazioni e di restrizioni". E allargare le braccia, come a dire: per loro non vale. Lo chiede anche all'agente della Guardia di Finanza che lo scorta: "Come siamo messi a Covid qui?". Evidentemente per Salvini è tornato a essere una preoccupazione, anche se non sembrava negli ultimi mesi. C'è spazio – ovviamente – per ironizzare sul fatto che chi è lì non scappa dalla guerra, perché "chi scappa dalla guerra viene in aereo e non col barchino" e perché in molti hanno lo stigma di avere un cellulare. Il simbolo del lusso, poco conta che quelle persone siano in un campo profughi al collasso. Hanno un cellulare, tanto basta per passare in giudicato.

In questo show dell'orrore alcuni sorridono, altri alzano il pollice, altri ancora guardano incuriositi. C'è anche chi china il capo. Probabilmente inconsapevoli della gogna a cui sono esposti. "Ditemi se questa è accoglienza", ripete come un disco Salvini mentre rilancia i decreti Sicurezza. "Un Paese civile accoglie in maniera diversa", dice ancora il leader della Lega, che ha smontato il sistema di accoglienza diffusa proprio con i decreti che vuole ripristinare. Alla fine della diretta Salvini conclude dicendo che sta salendo dove lavorano le forze dell'ordine: "Per rispetto ora chiudiamo la diretta". Lo stesso rispetto che dei bambini, evidentemente, non meritano. O almeno, non se valgono punti nei sondaggi.

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Giornalista, mi occupo di politica su Fanpage.it. Appassionato di temi noiosi, come le storie e i diritti degli ultimi: dai migranti ai giovani lavoratori sfruttati. Ho scritto "Il sound della frontiera", un libro sull'immaginario americano e la musica folk.
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