La legge sul salario minimo arriverà presto, assicura il vicepresidente del Consiglio Luigi Di Maio. In un post su Facebook, con tanto di video correlato, il capo politico del Movimento 5 Stelle rilancia l’importanza di questo disegno di legge. Nel post scrive: “Vi diranno tutti che non si può fare, semplicemente perché non lo vogliono fare, mentre in 22 Paesi europei già è legge da molti anni. Parlano facile certi politicanti con il portafogli gonfio e stipendi da quasi 15 mila euro al mese. Ma noi non ci arrendiamo e vi prometto che presto diventerà legge anche in Italia. Si chiama Salario minimo orario: se hai un lavoro, non puoi prendere meno di 9 euro lordi l’ora. Altrimenti non è lavoro, è schiavitù”.

Per Di Maio questa non è solo una legge del M5s, ma “molto di più: è una battaglia di tutti, è una battaglia di civiltà. Basta stipendi di 500-600 euro al mese”. Nel video Di Maio ribadisce e spiega questi concetti: “Ogni cittadino ha diritto a una paga dignitosa, un diritto sancito dalla Costituzione e tradito da tutti quelli che hanno governato l’Italia”. Adesso, secondo il ministro del Lavoro, è il momento di “dire basta allo sfruttamento e alla schiavitù delle persone”. Perché “guadagnare 2-3 euro l’ora non è lavoro”.

La soluzione è il salario minimo, secondo Di Maio: “Una proposta che questo governo e il M5s stanno portando avanti con tutte le forze, per sancire il diritto che ogni cittadino guadagni almeno 9 euro l’ora, che vuol dire uno stipendio minimo di 1200 euro al mese”. “Il salario minimo è nel nostro dna, nel 2013 era nella nostra proposta di legge del reddito di cittadinanza. Nel contratto di governo l’abbiamo inserito”, spiega ancora Di Maio, secondo cui ora “è il momento di bloccare il circolo vizioso per cui ci sono persone che lavorano tantissimo, vengono pagate poco e sono sotto la soglia di sfruttamento”.

Di Maio parla di “giardinieri, autisti, pizzaioli, camerieri, giovani e meno giovani che hanno diritto a una paga dignitosa”. Secondo il capo politico pentastellato sono “già iniziati gli attacchi alla proposta di Nunzia Catalfo: sono gli stessi attacchi che ha ricevuto il decreto dignità, poi a un anno di distanza ci sono 230mila contratti stabili in più. Questo era l’obiettivo. Adesso dobbiamo dare dignità alle retribuzioni”. La legge ha iniziato il suo iter legislativo in commissione, ma ora – è ciò che chiede Di Maio – “dobbiamo accelerare. Chi approverà il salario minimo sarà colui che ha tutelato i diritti dei lavoratori, chi lo sta rallentando sta dando una pugnalata a quei lavoratori. Lo dobbiamo fare il prima possibile e nei prossimi giorni ci saranno novità”.