Le visite nelle Rsa saranno consentite solamente a chi è in possesso delle certificazioni verdi. È questa la proposta delle Regioni, che verrà consegnata domani al governo. Secondo quanto riporta la bozza del documento si starebbe pensando di consentire a chi “è in possesso di certificazione verde Covid-19” di far visita agli anziani ospiti delle Rsa. Una possibilità consentita osservando con “il necessario massimo rigore” tutte le regole sull’utilizzo dei dispostivi di protezione individuale e sul distanziamento sociale, evitando ogni “forma di assembramento all’interno delle strutture”. In alternativa alla certificazione vera e propria sarà possibile – secondo i presidenti di Regione – ricorrere all’attestazione di una delle condizioni che consente di rilasciare il pass, ovvero l’avvenuta vaccinazione, la guarigione da Covid-19 o il tampone negativo nelle ultime 48 ore.

Le linee guida per le visite nelle Rsa

Per quanto riguarda gli ospiti delle Rsa, per loro è prevista la possibilità di “uscita programmata dalle strutture” richiedendo una “specifica autorizzazione da parte delle direzioni sanitarie/responsabili medici/referente Covid-19”. Per gli accessi nelle Rsa, invece, si prevede nel documento che “la struttura garantisca una programmazione degli accessi dei familiari lungo l'arco della giornata con modalità e forme atte a evitare assembramenti, per cui di norma gli accessi devono riguardare non più di due visitatori per ospite per visita e per una durata definita”.

Quali saranno le regole per l'ingresso dei visitatori

Le linee guida prevedono anche indicazioni di carattere generale, per esempio quando si sottolinea che si “dovranno considerare le condizioni dell'ospite e del visitatore, nonché le caratteristiche logistiche della struttura stessa e le mutabili condizioni epidemiologiche”. In ogni caso l’ingresso dei visitatori è “consentito esclusivamente sulla base delle valutazioni della Direzione Sanitaria ovvero del referente medico Covid-19 della struttura”. Viene sconsigliato l’accesso per i “minori per i quali non sia possibile garantire il rispetto delle misure di prevenzione”. Andrebbero privilegiati, in caso di condizioni climatiche favorevoli, “gli incontri in spazi aperti”. Altrimenti la struttura deve individuare “spazi idonei, ampi e arieggiati”.