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24 Maggio 2022
16:16

Rosato (Iv) a Fanpage: “Aboliamo il reddito di cittadinanza, il giudizio di Conte non ci interessa”

Il presidente di Italia Viva spiega a Fanpage.it perché il suo partito ha lanciato la raccolta firme per abolire il reddito di cittadinanza: “Abbiamo provato a cambiarlo, ma i tentativi sono falliti – dice Rosato – è uno strumento inadeguato, bisogna abbassare le tasse sul lavoro”. Però, ci tiene a precisare, “nessuno vuole togliere il sostegno alle famiglie in difficoltà, anzi, vanno aiutate anche di più”. Poi gela Conte: “Il suo giudizio per noi è ininfluente”.
A cura di Tommaso Coluzzi
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Italia Viva vuole abolire il reddito di cittadinanza. Ora, però, si fa sul serio. A quasi un anno dalla prima proposta del leader Matteo Renzi, che ne aveva cominciato a parlare l'estate scorsa, oggi il partito ha annunciato che dal 15 giugno raccoglierà le firme per un referendum abrogativo. Da parte del Movimento 5 Stelle – padre del provvedimento – sono già arrivate le prime durissime reazioni, a partire da Giuseppe Conte. Con il governo già in difficoltà su più tavoli, c'è anche il rischio che la tensione nella maggioranza aumenti. Il deputato e presidente di Italia Viva, Ettore Rosato, spiega in un'intervista a Fanpage.it il perché di questa decisione.

Avete lanciato oggi la raccolta firme per abolire il reddito di cittadinanza, che partirà il 15 giugno. Ne parlate da un anno, perché ora?

Perché ora comincia la stagione per raccogliere le firme e iniziano le procedure. Abbiamo deciso di farlo adesso dopo tutti i tentativi di interlocuzione per cambiarlo, che non sono andati a buon fine, e visti i dati sempre più preoccupanti da cui emerge una grande contraddizione: disoccupazione da una parte e assenza di manodopera dall'altra.

Vi aspettate l'appoggio di altre forze politiche in questa campagna? Soprattutto da destra. Fratelli d'Italia, la Lega…

Ricordo che la Lega lo ha approvato. No, non ci aspettiamo l'appoggio di qualche partito in particolare. Però ci aspettiamo una mobilitazione ampia nella popolazione, tra le persone che vedono questo strumento come distorsivo del mercato del lavoro e inadatto a rispondere ai problemi della povertà.

Conte ha già commentato, accusandovi di essere forti con i deboli e di voler umiliare chi è in difficoltà…

Conte sembra avere bisogno di dimostrare che è vivo. Il suo giudizio per noi è ininfluente. Quel che è certo è che ci sono molte persone che vivono nella povertà e non hanno alcuno strumento, mentre i problemi del lavoro non sono stati affrontati minimamente dal reddito di cittadinanza. È assolutamente inadeguato, tranne che per l'assunzione dei navigator.

Però con la crisi economica, prima il Covid e poi la guerra, il caro bollette, l'inflazione che vola, non vorrebbe dire togliere uno strumento a chi è in difficoltà?

Ma figuriamoci! Mica vogliamo togliere il sostegno alle famiglie in difficoltà, nessuno ci ha mai pensato. Anzi, le famiglie vanno sostenute anche di più, ma chi può lavorare deve lavorare. Invece di dargli un sussidio gli va dato un lavoro, tramite una decontribuzione maggiore all'azienda che assume.

Quindi non si trovano lavoratori per colpa del reddito di cittadinanza?

Non so se è colpa del reddito di cittadinanza, ma certamente non aiuta in alcun modo il mercato del lavoro. Incentiva il lavoro nero e non fa nulla per dare una prospettiva ai giovani, che hanno diritto a un lavoro, non a un sussidio.

La critica che viene fatta qui però è: se mi offrono mille euro per lavorare e 800 di reddito di cittadinanza il problema non è il sostegno ma il salario basso. Che ne pensa?

Le due cose non sono collegate. La questione dei salari non si risolve con il reddito di cittadinanza, ma si aggrava, perché crea ancora più differenze tra chi lavora e chi vive di sussidio. Perché chi si alza la mattina per i mille euro non può avere meno diritti di prende gli 800 euro di reddito di cittadinanza. Noi siamo per aumentare i salari, ma lo si fa abbassando le tasse e il costo del lavoro.

Insomma è come dice Renzi, il reddito di cittadinanza è diseducativo?

Sicuramente non è uno strumento educativo, ma non è certo colpa del percettore. Nessuno criminalizza chi riceve il reddito di cittadinanza, ma è lo Stato ad aver inventato una misura sbagliata. A chi è povero vanno dati strumenti per vivere con dignità, un aiuto degli assistenti sociali. Serve sinergia tra istituzioni, non solo un assegno. A chi non lavora e può farlo va data questa occasione e, ribadisco, lo si fa rendendo meno costoso il lavoro.

Comincerete una campagna referendaria contro la misura forse più simbolica per il Movimento 5 Stelle, con cui governate. Non finirà per essere l'ennesima spina nel fianco per Draghi? Il governo rischia?

Si vota la prossima primavera per i referendum, non vedo problemi per il governo. Anzi, proprio per non mettere in difficoltà il governo abbiamo deciso di seguire la strada dell'azione referendaria e non parlamentare.

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