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Roberto Salis contro il ministro Nordio: “È garantista con Toti, ma non tutela Ilaria”

Il padre di Ilaria Salis, Roberto, attacca il ministro Nordio: “Garantista con Toti, lo sia anche con gli italiani privati della libertà all’estero, che non sono adeguatamente tutelati dallo Stato italiano, come Ilaria”.
A cura di Annalisa Cangemi
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Il padre di Ilaria Salis, Roberto, torna ad attaccare il governo. "Vedo che il ministro Nordio giustamente a proposito della situazione di Toti dice che siano i magistrati a dovere provare la colpevolezza e non l'arrestato a dover provare la sua innocenza, mi avrebbe fatto piacere sentirlo anche a proposito degli italiani privati della libertà all'estero, che non sono adeguatamente tutelati dallo Stato italiano, come Ilaria", ha detto il papà dell'attivista antifascista detenuta in Ungheria in condizioni disumane da 15 mesi, in un'intervista a ‘Il Secolo XIX'.

Roberto Salis difende l'insegnante di 39 anni, che è stata più di una volta trascinata in tribunale con le manette ai polsi, con l'accusa di aver aggredito degli estremisti di destra a una manifestazione. Ilaria Salis ora candidata alle prossime europee di giugno, nelle liste di Avs. Roberto Salis si riferisce alle dichiarazioni del ministro della Giustizia sul governatore della Liguria Giovanni Toti, agli arresti domiciliari da martedì scorso, con l'accusa non solo di corruzione ma anche di falso. Il nuovo reato contestato al presidente della Liguria riguarda la gestione delle discariche savonesi, per cui era già indagato per corruzione l'imprenditore Pietro Colucci (contestazione contenuta nella prima ordinanza eseguita martedì).

Il Guardasigilli Nordio, subito dopo la notizia dei domiciliari per Toti, aveva tirato in ballo il garantismo: "Non conosco gli atti e da garantista penso sempre alla presunzione di innocenza", aveva detto il ministro di Fdi, sollevando anche dubbi in merito alle tempistiche dell'inchiesta.

Roberto Salis è stato anche protagonista venerdì di un botta e risposta con il ministro Salvini al Salone di Torino. Ieri il vicempremier e segretario della Lega Salvini è tornato sulla questione: "La sinistra candida una così, una ragazza che parte da Monza, secondo l'accusa per andare a picchiare qualcuno in Ungheria, noi abbiamo scelto di candidare anche uno che nella vita ha fatto il parà della folgore e ha combattuto l'Isis, come il generale Vannacci. Uno può scegliere due idee di Europa diverse, una in carcere a Budapest, una che ha difeso la Patria, è il bello della democrazia", ha detto il ministro durante la presentazione del suo libro a Monza.

"Ieri (venerdì ndr) ero al salone del libro di Torino dove c'era anche il papà di Ilaria Salis – ha aggiunto -, che ha detto che non gli sono simpatico e sono pericoloso perché gli ricordo il fascismo, io gli ho detto che gli auguro le migliori fortune e che la figlia possa rivelarsi innocente".

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