Matteo Renzi prende la parola per "chiarire con molta nettezza perché la crisi si sia aperta oggi". In un video messaggio pubblicato sulla sua pagina Facebook nel primo giorno di consultazioni del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il leader di Italia Viva spiega: "Ancora adesso troviamo tante domande, anche da parte di nostri amici, che ci chiedono se era proprio necessario aprire la crisi adesso. Perché proprio in piena pandemia, ci chiedono. Bene, proprio adesso si gioca il futuro del Paese e o risolviamo i punti aperti adesso o condanniamo i nostri figli e i nostri nipoti a vivere nel declino più totale".

E ancora: "Non è facile dire queste cose. Poi ti attaccano, ti insultano, ti coprono di fake news, ti diffamano. Però se vuoi fare politica in modo serio devi avere il coraggio di dire la verità. Parliamoci chiaro, l'Italia si sta giocando l'osso del collo perché prima di una crisi politica c'è la crisi economica, sanitaria ed educativa senza precedenti". Quindi ha elencato le maggiori criticità in ognuno di questi tre settori partendo dal crollo del Pil, ai problemi nel piano vaccinale, fino ai banchi a rotelle e le scuole chiuse. "La crisi educativa, la crisi sanitaria e la crisi economica vedono purtroppo l'Italia agli ultimi posti. Allora capite che non è un problema che si può risolvere con le poltrone?".

Renzi punta quindi il dito contro la caccia ai responsabili e quello che sta accadendo in queste ore in Parlamento: "In Parlamento sta accadendo uno scandalo, che è quello del tentativo di far passare delle persone non su un'idea, ma su una gestione opaca delle relazioni personali, noi siamo qui a dire che abbiamo rinunciato alle nostre poltrone perché vogliamo far prevalere le nostre idee. Per fare politica occorre studiare e fare delle proposte, quello è ciò che noi abbiamo cercato di fare. C'è solo una cosa che noi non ci possiamo permettere: è vivere questa crisi come se non fosse la più grande opportunità per ripartire. O prepariamo adesso la ripartenza o avremo perso l'occasione più grande. Non non vogliamo buttarla via. Noi parliamo di contenuti, e se gli altri parlano di poltrone non è un nostro problema".