Dopo settimane di tira e molla e minaccia di una crisi di Governo ci siamo: Matteo Renzi parla in conferenza stampa dalla Camera dei deputati con le ministre Bonetti e Bellanova. Oggi il presidente del Consiglio è salito al Colle ed è stato a colloquio con Mattarella, che ha chiesto di fare di tutto per uscire dallo stato di incertezza. Scendendo verso Palazzo Chigi, Conte ha detto di sperare che non si verifichi una crisi di Governo e che si andrà avanti solo con il contributo di tutte le forze di maggioranza, escludendo lo scenario dell'uscita di Italia Viva. Con un leggero ritardo, Renzi ha iniziato la sua conferenza stampa: "Siamo qui per annunciare le dimissioni di Teresa Bellanova, Elena Bonetti e Ivan Scalfarotto", ha spiegato Renzi.

"Credo che siano momenti molto difficili, ci vuole molto coraggio e libertà interiore". Serve "senso di responsabilità, è molto più difficile lasciare poltrona che aggrapparsi". Oggi "viviamo una grande crisi che non è politica ma pandemica. Stiamo discutendo da mesi dei pericoli legati alla pandemia e delle esigenze legate al vaccino". E davanti a questa crisi "il senso di responsabilità consiste nel risolvere i problemi e non nasconderli, e siamo consapevoli che la nostra responsabilità è dare risposte al paese".

La crisi politica non è stata aperta da Italia viva, ma è aperta da mesi, secondo Renzi. "Abbiamo detto: risolviamo problemi aperti, questa è la politica. Pensare di risolvere con tweet o post su Facebook è populismo. Proprio perché c’è pandemia occorre rispettare regole democratiche perché se durante la pandemia non le rispetti allora non serve più a niente la democrazia". Se ci sono problemi "si affrontano nelle sedi istituzionali, questo prevede nostra costituzione, che non è una storia su Instagram". Ci vuole coraggio a dimettersi, secondo Renzi, che ha usato parole al miele per le sue ministre e per il sottosegretario.

Sul futuro il Governo, Renzi ha spiegato: "Se le forze politiche di attuale maggioranza hanno voglia di affrontare temi che sono sul tappeto lo facciano, ma senza aspettare ancora e senza giochi di parole". Poi ha annunciato tre punti esposti al presidente Conte: "Abbiamo fatto nascere questo governo contro Salvini che chiedeva pieni poteri, abbiamo combattuto accettando l'accordo con i 5 stelle per non consentire pieni poteri. Chiediamo di rispettare regole della democrazia, noi non accettiamo la trasformazione delle democrazie in un grande reality show". Il secondo punto "riguarda il metodo: l'emergenza non può essere l'unico elemento che tiene unito il governo. Io penso che dobbiamo darci una smossa e farlo è fare politica". Il terzo punto è il Recovery plan: "Abbiamo fatto grande battaglia su fondi europei. Ma rimane grande problema: perché non si prende il Mes, che significherebbe più fondi per la sanità e se siamo in emergenza servono più soldi per la sanità". E "non prenderli per motivi ideologici è irresponsabile". Renzi annuncia poi il voto favorevole di Italia Viva a scostamento di bilancio e nuove misure anticovid, così come per il dl Ristori.

Sul presidente Conte, però, nessun veto di Italia Viva: "Noi non abbiamo nessuna pregiudiziale né su nomi né su formule, l'unica pregiudiziale che noi mettiamo è che non esiste nessuna ipotesi che ribalti e che si butti sulla destra". Secondo Renzi l'appello del "Presidente della Repubblica a costruire è l'appello più bello". Ma "non si costruisce sulla sabbia, perché se costruisci sulla chiarezza allora si va avanti nel patto di legislatura, ma si chiarisce che cosa si fa". Se "è chiaro dove si vuole arrivare, si costruisce e siamo seri, viceversa non c’è alcuna costruzione possibile". E ora, ha sottolineato il leader di Italia Viva, "prima di iniziare a costruire vogliamo vedere il progetto". Renzi ha detto che il suo gruppo è pronto a tutto: "Ad appoggiare Governo istituzionale, con la stessa forma di maggioranza, o ad andare all'opposizione". Poi ha aggiunto: "Dovreste dire grazie a Italia viva, a chi studia o documenti". E ancora: "Possiamo stare in maggioranza se ci vogliono o in opposizione se non ci vogliono, ma se ci prendono non ci possono usare come segnaposto".