di Carmine Gazzanni e Stefano Iannaccone

Propaganda a tutto spiano. Con tanto di importanti investimenti e contenuti forti per conquistare voti. «Ora al campo rom di Giugliano in Campania (Napoli), dove scippi, furti e roghi tossici sono all’ordine del giorno. Liberiamo questa splendida terra dal degrado e dalla malavita». E ancora: «Porti spalancati, clandestini che fuggono dalla quarantena, agenti contagiati, hotspot di Lampedusa al collasso. Stiamo preparando una denuncia al governo per Favoreggiamento dell'immigrazione clandestina ed epidemia (scritto in maiuscolo, ndr). Basta, non se ne può più!». Senza dimenticare, manco a dirlo, gli attacchi costanti alla ministra dell'Istruzione, Lucia Azzolina: «La maggioranza assoluta degli italiani vuole le dimissioni della Azzolina. E tu come la pensi?».

Sono solo alcuni dei post che negli ultimi giorni sono stati messi in sponsorizzazione sulla pagina Facebook di Matteo Salvini. In vista delle elezioni regionali e del referendum sul taglio dei parlamentari la Bestia di Luca Morisi, come è ribattezzata la macchina di comunicazione social salviniana, si è rimessa in moto a pieni giri. I dati, secondo quanto emerge dal report del social network, parlano chiaro: negli ultimi sette giorni Salvini ha speso oltre 24mila euro per sponsorizzare non solo video tratti dalla campagna elettorale, ma anche attacchi al governo, ai singoli ministri (Azzolina e De Micheli le più gettonate), senza dimenticare il cavallo di battaglia dei migranti. Solo ieri la spesa in sponsorizzazione ha superato i 4mila euro. Nessuno, d’altronde, spende come l'ex ministro dell'Interno: né politici, né organizzazioni, né associazioni, né istituzioni.

Ci sono poi i contenuti fake che diventano virali, senza bisogno di sponsorizzazioni, come il caso della pornostar Mia Khalifa fotografata con un cerotto sul naso. Il manifesto ha fatto il giro della Rete con questo testo: “Aggredita in pieno centro mentre distribuiva volantini della Lega!!!. Sta bene l’attivista toscana Maria Califfi (se. Pontedera), vilmente attaccata dai centri sociali. Solo qualche contusione e un naso rotto. E questi sarebbero quelli democratici??? Vergogna!!”. Esilarante per certi versi, ma nei fatti deprimente: era una gigantesca bufala. Ma in tempi di campagna elettorale tutto è utile, così come il video di TikTok degli studenti che fanno autoscontro su banchi a rotelle. Si tratta foto risalente a qualche anno fa, che intanto ha invaso migliaia di bacheche sotto la spinta leghista. Così come ha fatto il giro della Rete la foto degli alunni, a Genova, che scrivevano inginocchiati su una sedia. A dare il via alla viralità social è stato il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti. Anche lui ha fatto centro a costo zero, sfruttando il volano del possibile scandalo.

Salvini, però, non è l’unico ad aver investito nella comunicazione social. Negli ultimi 7 giorni Fratelli d’Italia risulta aver stanziato oltre 17mila euro per rendere i post di Facebook più visibili possibile. Accanto agli attacchi al governatore della Puglia Michele Emiliano (definito «recordman di risultati negativi»), spiccano le foto stereotipate con i vari candidati presidenti e lo stesso identico slogan: «Libera, forte e coraggiosa. L’Italia che vogliamo».

Tra chi corre alla carica di presidente di Regione, invece, è Raffaele Fitto il candidato a insistere più sul web: ha sborsato oltre 8mila euro per un totale di ventitré post la cui sponsorizzazione risulta «attiva». E ben si comprende la strategia comunicativa messa in campo dall’europarlamentare meloniano: sono decine i video pubblicizzati in cui si parla dei presunti danni commessi da Emiliano nella sanità pubblica. Non disdegnano Facebook neanche il candidato del centrodestra in Campania, Stefano Caldoro, (quasi 7mila euro spesi nell’ultima settimana) e l'aspirante presidente della Toscana, la leghista Susanna Ceccardi (poco più di 4mila euro).

Il report, poi, fa emergere un altro elemento: la quasi totale assenza dei candidati di centrosinistra. L’unico a rispondere presente all'appello è Eugenio Giani, candidato in Toscana, per cui si conta una spesa di circa 5mila euro e 75 inserzioni nella libreria di Facebook. Non è però la Toscana la regione dove, sempre secondo i dati Facebook, si concentra la maggior parte degli investimenti in sponsorizzazioni: se in quella che tradizionalmente è considerata la “regione rossa” sono stati spesi ben 75mila euro sulla piattaforma social, in Campania si sfiorano i 100mila euro. A primeggiare, manco a dirlo, sempre lui: Matteo Salvini (7mila euro in 7 giorni), seguito da Stefano Caldoro e, via via, da tutti gli altri candidati (su tutti il "deluchiano" Massimo Golino e il leghista Severino Nappi).

C’è da dire però che, seppure in forma decisamente più moderata del segretario del Carroccio, anche gli altri leader nazionali in questo periodo sui social tendono ad affiancarsi e a dar manforte ai singoli candidati. L'eurodepotato e fondatore di Azione, Carlo Calenda,  ha speso esattamente quanto Giani ma concentrando gli sforzi economici su cinque inserzioni, di cui solo una dedicata alle regionali (nella fattispecie, per Ivan Scalfarotto candidato in Puglia per Azione e Italia viva), mentre il resto finalizzata a contrastare il Sì al taglio dei parlamentari, riforma definita «inutile e dannosa» dall’ex ministro renziano in un post. A proposito di Matteo Renzi: anche lui è presente in questa speciale classifica con una spesa che in media si aggira intorno ai mille euro al giorno. E anche in questo caso i post sponsorizzati dicono più di mille parole. «A volte scegliere è davvero facile, pensaci. Affideresti mai la tua regione a chi non la sa governare? – scrive Renzi su Facebook – Se vuoi scegliere chi guarda verso l'Europa. Chi vuole utilizzare il Mes e il Recovery Fund per potenziare sanità ed economia. Scegli il fare. Il 20 e il 21 settembre alle prossime elezioni regionali scegli Italia Viva». Come dire: non scegliere il Movimento cinque stelle. Fa niente che sia alleato di governo.

Infine c'è proprio il Movimento cinque stelle: si potrebbe pensare che programmi grossi investimenti su Facebook, viste le origini legate alla Rete. E invece no: negli ultimi 7 giorni non risultano post sponsorizzati dalla pagina del Movimento, da quella di Luigi Di Maio, né da quella di gran parte dei candidati alle regionali. L’unica è Valeria Ciarambino: 159 euro in una settimana. Segno che qualcosa sta cambiando tra i pentastellati, forse. O probabilmente si crede poco nella vittoria alle Regionali. E poi, dopotutto, la politica si fa in piazza e tra la gente, piuttosto che dietro una tastiera attaccando migranti ed extracomunitari. Un esempio su tutti? Fino all’8 settembre fa tra le sponsorizzazioni della pagina Facebook di Salvini c’era anche una in cui si menzionava la storia dei migranti che a Lampedusa avrebbero mangiato i cani di un’isolana. Fa niente se la notizia fosse una colossale “fake news”.