Si insedia a Palazzo San Macuto la commissione parlamentare d'inchiesta per il caso di Giulio Regeni, il ricercatore rapito, torturato e ucciso in Egitto, nel gennaio del 2016. Mentre la commissione era ancora in corso per l'elezione dei vicepresidenti e segretari, è giunta la notizia della nomina di Erasmo Palazzotto a presidente: il deputato di Leu è stato eletto con 11 voti favorevoli e 8 astensioni. Vicepresidenti sono stati eletti Debora Serracchiani (Pd) e Paolo Trancassini (Fdi). I segretari sono invece Massimo Ungaro (Iv) e Roberto Turri (Lega).

Le divergenze interne alla maggioranza sembrano essere state accantonate. La commissione parlamentare di inchiesta sulla morte di Regeni era stata già istituita con voto del Parlamento il 30 aprile scorso, ma non era ancora operativa per via del mancato accordo sull'elezione della guida dell'organismo bicamerale.

La prima seduta si sarebbe dovuta tenere lo scorso 20 novembre, ma anche in quel caso gli scontri nella maggioranza avevano impedito l'avvio dei lavori: il braccio di ferro nel governo era legato anche allo stallo per altre due commissioni: quella sul Forteto (la comunità fiorentina al centro di una vicenda di presunti abusi sui minori) e quella molto discussa sulle banche. Anche in quei casi si era registrata una mancata intesa sulle poltrone, che ne aveva bloccato la partenza.

"La ricerca di verità e giustizia per l'uccisione di Giulio Regeni devono essere una priorità per questo Paese", ha detto Palazzotto subito dopo la sua elezione. "La commissione inizia a lavorare da oggi e stiamo facendo tutto il lavoro propedeutico per recuperare il tempo perduto", ha aggiunto.

"L'idea con la quale siamo arrivati a definire l'istituzione di questa Commissione è quella di ricostruire in primo luogo la verità storica e politica sull'uccisione di Giulio Regeni – ha spiegato – C'è un lavoro che spetta alla magistratura, relativo alla ricerca dei responsabili e alla pena per i responsabili, che noi non vogliamo intralciare. Noi abbiamo il compito di ricostruire il contesto e la verità su quanto accaduto". 

"Noi come commissione d'inchiesta abbiamo gli stessi strumenti della magistratura e li utilizzeremo con accortezza e soprattutto anche in coordinamento con la magistratura perché non è nostro obiettivo intralciare le indagini, il nostro obiettivo è ricostruire una verità storica e anche ricostruire il contesto dentro cui è avvenuto quel barbaro omicidio ricordando in primo luogo che Giulio Regeni è una delle vittime di un regime che viola costantemente i diritti umani in quel Paese e quindi è nostra cura ricostruire anche la verità per restituire giustizia a tutti i Giulio Regeni in Egitto e nel mondo". 

"Si è insediata questa mattina la commissione d'inchiesta sulla morte di Giulio Regeni. La attende un compito duro e importante. Buon lavoro al presidente Erasmo Palazzotto, all'ufficio di presidenza e a tutti i deputati che ne fanno parte", ha scritto su Twitter il presidente della Camera Roberto Fico.

Il giovane triestino era un dottorando italiano dell'Università di Cambridge e scomparve il 25 gennaio 2016. Il suo corpo senza vita fu ritrovato il 3 febbraio 2016, lungo la strada del deserto Cairo-Alessandria, alla periferia del Cairo. Da allora i suoi genitori, Claudio e Paola Regeni, non hanno mai smesso di cercare la verità.