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Reddito di cittadinanza
9 Settembre 2019
16:59

Reddito di cittadinanza e quota 100, come cambiano le due misure col nuovo governo Conte

Con la nascita del nuovo governo Conte 2, due misure volute fortemente dal precedente esecutivo rischiano di subire qualche modifica: reddito di cittadinanza e quota 100 potrebbero essere in parte “migliorate” o, addirittura, si potrebbe arrivare a una chiusura anticipata dell’anticipo pensionistico. Ma le differenze di veduta tra Pd e M5s per il momento rimangono e la sintesi non è ancora stata trovata.
A cura di Stefano Rizzuti
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Per ora se ne parla poco. I due principali azionisti di maggioranza del governo, Movimento 5 Stelle e Partito Democratico, sembrano aver affrontato l’argomento solo in maniera superficiale. Almeno a livello ufficiale. Eppure le due misure più importanti introdotte dal precedente esecutivo – reddito di cittadinanza e quota 100 – dovranno essere discusse a breve, sicuramente con la prossima legge di Bilancio. E la possibilità che entrambe subiscano alcune modifiche è concreta. Finora, a quanto sembra, non è stato predisposto un tavolo apposito tra gli alleati di governo sui due temi. Ma sicuramente la discussione è stata, almeno in parte, affrontata. E l’intenzione del Pd sembra essere quella di modificare in parte entrambe le misure. I 5 Stelle, al contrario, sembrano frenare sui possibili cambiamenti, pur non escludendo la possibilità di ritoccare – con l’obiettivo di migliorarlo – soprattutto il reddito di cittadinanza.

Pensioni, come cambierà la quota 100

L’anticipo pensionistico, a cui può aderire chi abbia almeno 62 anni di età e 38 di contributi versati, potrebbe subire qualche modifica e potrebbe essere chiuso in anticipo. Ricordiamo che si tratta di una misura sperimentale, con una durata di tre anni e la chiusura prevista per il 2021. L’idea del Pd, come fanno sapere alcune fonti vicine ai dem, è quella di arrivare a un graduale anticipo della chiusura della quota 100. Altre fonti sottolineano che sull’anticipo pensionistico la possibilità di una modifica non è poi così remota, trattandosi di una misura che non è la bandiera di nessuna delle forze ora al governo.

La possibilità di non rinnovare la quota 100, se non quest’anno dal 2020, come si ipotizza in questi giorni, è quindi realmente realizzabile. Fonti del Movimento 5 Stelle, però, sembrano frenare sull’ipotesi di una modifica. Innanzitutto ricordano che la quota 100 è una misura già di per sé a scadenza, che non durerà più di tanto. Inoltre, evidenziano ancora, anche alcuni esponenti del Pd hanno detto che al momento l’anticipo pensionistico va bene così com’è. “Adesso non serve” una modifica, sembra la linea dei 5 Stelle. Che però da giorni ribadiscono un messaggio chiaro che vale sia per la quota 100 che per il reddito di cittadinanza: “Tutto è migliorabile”.

Cosa cambierà per il reddito di cittadinanza

È proprio la misura su cui il M5s ha puntato di più, il reddito di cittadinanza, che potrebbe invece subire modifiche. Anche in questo caso, le fonti vicine al Pd ribadiscono che il sussidio ha un grosso difetto: punta, con un unico strumento, a dare risposte a più problemi. “Il reddito tiene insieme due cose, si può migliorare”, dicono facendo riferimento alle due componenti: quella della lotta alla povertà e quella delle politiche attive del lavoro. Intanto c’è di sicuro un passo avanti dei dem nei confronti dei 5 Stelle: “Siamo d’accordo sul fatto che sul fronte della lotta alla povertà ha funzionato, va mantenuto”. Ma rimangono le differenze di veduta sulla parte riguardante le politiche attive. Obiettivo dei dem è quello di scorporare gli obiettivi del reddito di cittadinanza.

Il Pd vuole puntare su misure diverse per le parti riguardanti i salari e le politiche attive, scorporandole dal reddito. Una posizione che non è detto venga accolta. Ma su cui i dem sembrano non spingere più di tanto: “Il nuovo governo si è appena insediato, le cose vanno fatte insieme. Si può fare tutto se anche loro sono disposti” a farlo, sottolineano ancora le stesse fonti vicine al Pd. I 5 Stelle non negano la volontà di migliorare il reddito, ma con interventi molto più soft. “Si può completare”, evidenziano fonti vicine al dossier dei 5 Stelle: “Ci sono alcune cose da completare”, ma la struttura sembra più difficile da ritoccare. E non a caso le stesse fonti ricordano che già alcuni esponenti hanno dichiarato pubblicamente di voler migliorare il reddito di cittadinanza. Migliorarlo, ma non modificarlo nel suo impianto, è il mantra. Che la trattativa, quella vera, abbia inizio. Ma non prima della partita sui sottosegretari, che sembra, almeno per il momento, occupare maggiormente gli interessi di M5s e Pd.

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