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Rasi: “Il tampone per il green pass va abolito, persone negative la mattina sono positive la sera”

Il consulente del generale Figliuolo ed ex direttore esecutivo dell’Ema non condivide affatto la decisione di estendere la validità dei tamponi molecolari da 48 a 72 ore: “Ho visto persone negative la mattina e positive la sera”, spiega Rasi. Più in generale i test possono essere utilizzati per “una fase transitoria, perché ci danno solo qualche ora di tranquillità”, ma in prospettiva “andranno aboliti da un green pass serio”.
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A cura di Tommaso Coluzzi
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Il vaccino contro il Covid per i bambini, i tamponi per il green pass e la terza dose per tutti. I temi sul tavolo sono tanti, le risposte del consulente del generale Figliuolo, Guido Rasi, sono puntuali. A partire proprio dai test per verificare la positività al Covid, che vanno bene per "una fase transitoria, perché ci danno solo qualche ora di tranquillità", ma in prospettiva "andranno aboliti da un green pass serio". L'ex direttore esecutivo dell'Agenzia europea del farmaco, intervenuto ad Agorà su Rai 3, boccia senza dubbi l'estensione della durata della validità tampone molecolare da 48 a 72 ore: "Ho visto persone negative la mattina e positive la sera".

La vaccinazione contro il Covid dei bambini tra i 3 e gli 11 anni, spiega Rasi, sarà fondamentale: "Stiamo vedendo, già negli Stati Uniti, che la variante Delta attacca anche in età pediatrica – sottolinea il consulente del commissario Figliuolo – Sarà indispensabile vaccinare anche i bambini di questa età, e loro sono quelli che rispondono meglio ai vaccini". I bambini devono essere vaccinati contro il Covid in primis "per loro stessi, perché cominciano a esserci casi preoccupanti", ma soprattutto perché "una popolazione è protetta se sono protette tutte le fasce". L'ex direttore dell'Ema, invece, è più dubbioso sulla terza dose per tutti i cittadini: "Meglio aspettare – commenta – anche perché somministrare una terza dose a tutta la popolazione è un impegno logistico ed economico importante", anche se "probabilmente ci si arriverà perché purtroppo questo virus non sembra disponibile a concederci immunità permanente". In tutto ciò non è ancora chiaro quanto duri la protezione del vaccino, che dovrebbe essere mediamente in un intervallo tra i 6 e i 12 mesi: "Negli immunodepressi è diminuita, ci sono molte infezioni nel personale sanitario, che è stato il primo a vaccinarsi – continua Rasi – Quindi è giusto prepararsi, ma per fare la terza dose a tutta la popolazione aspettiamo un attimo, perché qualche novità potrebbe arrivare".

L'obbligo vaccinale, invece, è una strada da non percorrere al momento perché potrebbe "implicare difficoltà ulteriori" a differenza del green pass che "sta funzionando". La certificazione verde, secondo Rasi, può essere ancora "migliorata e resa più facile nel suo utilizzo". Se entro il 15 ottobre "avremo ancora numeri bassi negli ospedali vuol dire che si può continuare così, magari forzando su alcune categorie". Chiaramente il green pass "è uno strumento perfettibile", ma "certifica che le persone che ne sono dotate e che si trovano in un determinato ambiente, avranno un rischio 15 volte ridotto di infettarsi, infettare gli altri e intasare gli ospedali, cosa che è la mia più grande preoccupazione".

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