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Coronavirus
21 Settembre 2021
09:14

Perché il generale Figliuolo punta a vaccinare contro il Covid anche i bambini dai 3 agli 11 anni

Secondo Guido Rasi, ex direttore di Ema e consulente del Commissario Figliuolo, “i più piccoli devono essere vaccinati, innanzitutto per loro stessi perché cominciano a esserci casi preoccupanti, aumentati con la variante Delta, perché c’è una fascia molto vulnerabile che va dai 3 agli 11 anni. Che è normale, è l’età in cui hanno bisogno di fare esperienza immunitaria, ma il Covid potrebbe essere molto dannoso”.
A cura di Ida Artiaco
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"I più piccoli devono essere vaccinati, innanzitutto per loro stessi perché cominciano a esserci casi preoccupanti, perché c'è una fascia molto vulnerabile che va dai 3 agli 11 anni. Che è normale, è l'età in cui hanno bisogno di fare esperienza immunitaria, ma l'esperienza del Covid potrebbe essere molto dannosa". A parlare è Guido Rasi, ex direttore dell'Ema, l'Agenzia europea del farmaco, oggi consulente del commissario straordinario Figliuolo per la gestione dell'emergenza Covid-19. Intervenendo questa mattina al programma Agorà su Rai 3, Rasi ha ribadito la necessità di proteggere contro la malattia anche i più piccoli all'indomani della notizia secondo cui Pfizer starebbe accelerando proprio sulla fascia d'età 5-11 anni perché, sulla base dei risultati delle sperimentazioni, "il vaccino è sicuro ed efficace". Dopo l'FDA americana, potrebbe arrivare anche l'ok di Ema già il prossimo novembre.

"Posto che i dati saranno confermati da Ema per quanto riguarda l'Europa, mentre per gli Usa l'FDA ne ha già stabilito sicurezza ed efficacia, non mi aspetto nessuna differenza sostanziale da noi – ha precisato Rasi -. Proprio negli Usa, dove ci sono sacche di non vaccinati molto ampie, ma lo stiamo vedendo anche qui, la variante Delta attacca purtroppo anche i soggetti in età pediatrica, cosa che prima succedeva ma era veramente marginale". Per questo, "sarà necessario vaccinare anche i bambini di questa età. Ricordiamo che i bambini sono quelli che rispondono meglio ai vaccini e tradizionalmente non hanno praticamente nessun problema collaterale. La vaccinazione è intrinseca nello sviluppo immunitario di un bambino". In sostanza, i più piccoli secondo l'esperto devono vaccinarsi per due motivi: "Per loro stessi, perché purtroppo si vedono casi molto difficili soprattutto verso i 3/4 anni e fino agli 11. Sembra una fascia molto vulnerabile, durante la quale hanno bisogno di fare esperienza immunitaria. E l'esperienza del Covid potrebbe essere molto dannosa. Se questi soggetti sono protetti, di conseguenza è protetto tutto il resto della popolazione: è la famosa immunità di gregge".

L'invito a vaccinare anche i più piccoli non è una novità. Già la SIP, la Società italiana di pediatria, aveva raccomandato con un documento ufficiale nei mesi scorsi "la vaccinazione Covid-19 per tutti i bambini e gli adolescenti di età pari o superiore a 12 anni privi di controindicazioni per gli specifici vaccini autorizzati per età". Questo perché anche se gli adolescenti sono una fascia d'età tra le meno colpite dal virus e dalla possibilità di sviluppare la forma grave della malattia. "Anche se la fascia pediatrica dai 12 anni in su risulta essere tra quelle meno colpite dal Sars-CoV-2, recenti evidenze scientifiche hanno dimostrato in tale fascia di età la presenza di gravi complicanze renali o di complicanze multisistemiche, anche al di là della ben codificata MIS-C, conseguenti ad un’infezione pauci o asintomatica da Sars-CoV-2, come sta emergendo per l’adulto", avevano spiegato, aggiungendo che "in termini di sanità pubblica, la fascia di età pediatrica e adolescenziale può fungere da serbatoio per la diffusione del virus nell’intera popolazione. Per questo, seppur l’obbiettivo primario della vaccinazione è quello di non sviluppare la malattia, l’opportunità di implementare un’offerta vaccinale universale aiuterà notevolmente a ridurre non solo la circolazione dello stesso virus, ma soprattutto il rischio di generare varianti potenzialmente più contagiose o capaci di ridurre l’efficacia degli stessi vaccini in uso".

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