"Serve subito approvare una legge per spezzare il legame tra la politica e la Rai". Luigi Di Maio è tornato a parlare di un tema storico portato avanti dal Movimento 5 Stelle, con lo slogan ‘fuori i partiti dalla tv pubblica‘. "Il M5S ne ha una già depositata, che siamo pronti a discutere – ha spiegato il ministro del Lavoro – La tv pubblica è dei cittadini, che pagano il canone, non dei politici". Secondo Di Maio "è ingiusto che paghino per tenerla in piedi così". Quindi, ha annunciato il capo politico del Movimento, "approviamo subito la nostra legge, a firma Liuzzi, che punta a spezzare il cortocircuito tra politica e servizio pubblico, premiando il merito e la trasparenza". Altrimenti c'è solo un'alternativa per il partito pentastellato: "Tagliare il canone agli italiani". O l'una o l'altra, perché "la riforma della Rai è nel contratto di governo".

Cosa dice la proposta del Movimento 5 Stelle sulla Rai

Commissari eletti dalla Camera e dal Senato e non solo, tra le novità inserite nella proposta del Movimento 5 Stelle per riformare la Rai ci sono diversi punti che mirano a proteggere la radiotelevisione italiana da potenziali influenze politiche:

Non possono essere nominati componenti dell’Autorità i soggetti che nei cinque anni precedenti alla nomina abbiano ricoperto cariche di governo o cariche politiche elettive a livello nazionale o regionale.

Fuori, di fatto, chiunque abbia ricoperto cariche politiche nei 5 anni precedenti a qualsiasi livello se non comunale.

A pena di decadenza, i componenti dell’Autorità non possono esercitare, direttamente o indirettamente, alcuna attività professionale o di consulenza, essere amministratori o dipendenti di soggetti pubblici o privati né ricoprire altri uffici pubblici di qualsiasi natura, compresi gli incarichi elettivi o di rappresentanza nei partiti politici, né avere interessi diretti o indiretti nelle imprese operanti nel settore di competenza della medesima Autorità. I dipendenti delle amministrazioni pubbliche sono collocati fuori ruolo per l’intera durata dell’incarico.

Commissione Vigilanza: No doppio incarico a Foa

La commissione di Vigilanza sulla Rai ha approvato la risoluzione del Movimento 5 Stelle sull’incompatibilità del doppio incarico di Marcello Foa come presidente della Rai e, contemporaneamente, della controllata RaiCom. Oltre al partito pentastellato hanno votato a favore in 21, tra cui Partito Democratico e Leu, mentre i rappresentanti di Lega e Fratelli d'Italia hanno totalizzato 9 voti contrari.