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Quirinale, come è andata l’assemblea del M5s: Conte ribadisce il no a Berlusconi

Ieri sera Giuseppe Conte ha riunito l’assemblea dei gruppi parlamentari M5s per fare il punto sulla strategia da adottare per l’elezione del presidente della Repubblica. Al momento le uniche certezze sarebbero il no a Silvio Berlusconi e la volontà che Mario Draghi rimanga a Palazzo Chigi.
A cura di Annalisa Girardi
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Manca poco più di una settimana al primo scrutinio per l'elezione del nuovo presidente della Repubblica. Se il centrodestra, da parte sua, ha messo sul tavolo il nome di Silvio Berlusconi, il campo giallorosso ancora non si è espresso con dei candidati e continua semplicemente a ripetere la necessità di trovare una larga intesa e che si tolgano dalle discussioni i capi di partito. Come il Cavaliere, per l'appunto. Ieri sera il presidente Cinque Stelle, Giuseppe Conte, ha convocato l'assemblea dei gruppi parlamentari del Movimento per definire la strategia comune nella partita del Quirinale. Era assente Luigi Di Maio, per impegni istituzionali in Francia, comunicano fonti M5s.

Nei giorni scorsi l'ex presidente del Consiglio aveva già messo in chiaro di non essere assolutamente disponibile a discutere sul nome di Berlusconi. Senza alternative concrete (anche il Movimento spingerebbe per la permanenza di Mario Draghi a Palazzo Chigi, scongiurando così il voto anticipato) si starebbe allargando il fronte interno di chi spinge per il bis di Sergio Mattarella, nonostante l'attuale capo dello Stato abbia detto più e più volte di non avere alcuna intenzione di restare per un secondo mandato.

Quindi no a Berlusconi, perché sarebbe per il M5s una "proposta irricevibile". No a Draghi perché bisogna fare tutto il possibile per dare continuità al governo ed evitare il voto anticipato in questa delicata fase per il Paese. "Stiamo lavorando per trovare una soluzione che sia il più ampiamente possibile condivisa nell'interesse di tutti i cittadini, affinché la stragrande maggioranza dei cittadini possa sentirsi coinvolta e orgogliosa da questa decisione", ha detto Conte.

All'interno del partito rimangono alcune posizioni diverse, ma fonti M5s presenti all'assemblea ieri sera sottolineano che le voci contrarie sono poche e che la stragrande maggioranza dei parlamentari ha assegnato a Conte pieno mandato per le trattative. Ci sarebbe chi spinge per fare subito un nome in modo da ritagliarsi un ruolo da protagonisti nell'elezione del nuovo capo dello Stato (anche se per ora circolerebbe solo quello di Mattarella) e poco soffrirebbe la volontà di non esporsi del leader, e chi fatica nei dialoghi con tutti (con Salvini, ha detto Conte, è stato instaurato un "canale diretto").

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