L'indice Rt è tornato a crescere da alcune settimane a livello nazionale, seppure ancora sotto quota 1. Secondo l'ultimo monitoraggio dell'Istituto superiore di sanità, l'indice di trasmissibilità del virus è a 0,89 mediamente in Italia. Alcune Regioni, però, hanno un valore più alto e altre meno. Questo dato va comunque messo in relazione con gli altri, che delineano la classificazione complessiva del rischio. Per passare in zona arancione, infatti, non basta avere l'Rt superiore a 1, ma anche essere classificati a rischio moderato o alto. Nel frattempo i presidenti delle Regioni premono per eliminare l'indice Rt dai parametri che determinano il cambio di colore e propongono di sostituirlo la valutazione dell'Rt sui ricoveri in ospedale. Secondo Fabio Ciciliano, del Comitato tecnico scientifico, servirebbe ad avere dati "più recenti e raccolti più rapidamente" e a "valutare l'impatto della pandemia sui sistemi sanitari nazionali". Al momento, però, l'indice Rt è ancora determinante e potrebbe contribuire a far passare alcune Regioni in arancione.

Quali Regioni hanno un alto indice Rt

L'ultimo monitoraggio dell'Iss, pubblicato venerdì scorso, ha evidenziato come già la Provincia autonoma di Bolzano (1,07) e soprattutto il Molise (1,25) sono già ampiamente sopra quota 1. La maggior parte delle grandi Regioni, questa settimana, sono molto vicine: la Campania è a 0,95; l'Emilia Romagna a 0,92; il Lazio a 0,91; la Liguria a 0,96; la Lombardia a 0,92; le Marche a 0,94; la Puglia a 0,91; la Toscana è a 0,88; la Provincia autonoma di Trento a 0,97; l'Umbria a 0,93; il Veneto a 0,95. E parte Campania, Puglia e Toscana dove il dato è in leggero decremento, in tutte le altre Regioni l'indice Rt continua ad aumentare.

Perché non basta l'Rt superiore a 1 per diventare arancioni

Se Molise e Provincia di Bolzano hanno già l'Rt maggiore di 1 perché non sono già in zona arancione? Perché non basta per lasciare la zona gialla. Innanzitutto bisogna considerare il limite inferiore dell'indice Rt, che nel suo valore medio, nel quale viene normalmente comunicato, può assumere valori molto più alti. Nell'intervallo in cui viene individuato l'indice, se il valore minimo è vicino a uno allora il rischio aumenta: è il caso della Campania che ha 0,92 o dell'Emilia Romagna che ha 0,89. Il Lazio ha 0,88, la Liguria 0,91, la Lombardia ha 0,9, la Provincia autonoma di Bolzano 0,96, la Puglia 0,88 e il Veneto 0,92. A fare la differenza è la classificazione complessiva di rischio, che viene illustrata sempre durante il monitoraggio dell'Iss e che deriva dalla sintesi dei 21 indicatori. Sei Regioni hanno un rischio moderato: Calabria, Lombardia, Marche, Molise, Puglia e Toscana. La Calabria ha anche un'alta probabilità di progressione (al. Tutte le altre Regioni sono a rischio basso.