Come ogni venerdì, oggi l’Istituto superiore di sanità pubblicherà il suo monitoraggio settimanale sull’andamento della situazione epidemiologica nel Paese. In base ai dati sulla diffusione dei contagi e sulla situazione negli ospedali forniti dagli esperti spetterà poi al ministro della Salute, Roberto Speranza, pubblicare le ordinanze con i cambi di colore che potrebbero esserci dalla prossima settimana. Il quadro attuale ci mostra un’Italia quasi totalmente arancione con solo quattro Regioni che rimangono in zona rossa: si tratta di Sardegna, Valle d’Aosta, Campania e Puglia, che aspirano a un cambio di colore in modo da allentare le misure restrittive. In seguito al monitoraggio di oggi nessuna Regione andrà in zona gialla, sospesa dall’ultimo decreto Covid del governo Draghi in vigore fino al 30 aprile.

Che Regione potrebbe passare alla zona arancione

Guardando alla situazione epidemiologica, la Regione che ha maggiori possibilità di cambiare colore e passare alla zona arancione, dopo diverse settimane di chiusure quasi totali, è la Campania. Il governatore Vincenzo De Luca ha commentato: “Credo che usciremo dalla zona rossa al 90% da lunedì. Sono passati in arancione regioni come la Lombardia, che ha più del doppio dei ricoveri in terapia intensiva con 1,3 milioni di abitanti in meno della Campania, il Veneto 900mila abitanti in meno e il doppio delle terapie intensive. Noi siamo rossi, ma non abbiamo una valanga di positivi negli ospedali e nelle terapie intensive, non è una situazione di pericolosità estrema”.

Le Regioni che resteranno in zona rossa

Anche la Puglia aspira a un cambio di colore, anche se la situazione negli ospedali lì è diversa e continua ad essere preoccupante e comunque l’incidenza settimanale continua ad essere oltre la soglia critica. Del resto il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) ha messo la Puglia tra le Regioni colorate di rosso scuro, inserendola quindi tra quei territori dove la situazione è particolarmente precaria. Insieme alla Puglia ci sono il Piemonte e la Valle d’Aosta, che difficilmente uscirà dalla zona rossa la prossima settimana. Anche per la Sardegna non ci dovrebbero essere cambiamenti, considerando che l’indice Rt rimane al di sopra dell’1,25.

Perché nessuna Regione andrà in zona gialla

Intanto nel governo continuano gli scontri sull’allentamento delle misure. Il leader della Lega, Matteo Salvini, ha più volte attaccato il ministro Speranza per “vedere tutto rosso”, affermando che ci sono delle Regioni che avrebbero i numeri per passare alla zona gialla, ma che sono costrette a chiudere per delle scelte politiche. Il decreto attualmente in vigore ha infatti sospeso la zona gialla fino al 30 aprile e anche se sono in corso le discussioni (oggi è prevista la cabina di regia in cui si parlerà delle riaperture) per ripristinare la zona gialla prima della scadenza naturale del decreto, nessuna Regione ci potrà tornare già questa settimana. Nella fascia di rischio più bassa oggi potrebbero rientrare Regioni come il Lazio, l’Abruzzo, il Molise e le Province autonome di Trento e Bolzano. Ma una situazione in miglioramento si registra anche in Calabria, Emilia Romagna, Umbria e Veneto.

Come cambierà la mappa dell'Italia dalla prossima settimana

L’ipotesi più probabile è che dopo il monitoraggio di oggi e a partire dalla prossima settimana ci sia un’Italia quasi completamente arancione, con alcune Regioni che rimangono però sotto speciale osservazione. Oltre a quelle che permarranno in zona rossa, l’attenzione è alta anche in Basilicata e in Sicilia, dove si stanno moltiplicando le zone rosse locali e dove l’indice Rt è in risalita a livello regionale. Infine anche il Piemonte presenta un’incidenza decisamente elevata, anche se questa non dovrebbe significare un passaggio alla zona rossa almeno per questa settimana.