Quali Regioni hanno vietato di lavorare al sole per l’allarme caldo e come funziona lo stop

Nelle ultime settimane il caldo in Italia è stato intenso, nonostante fosse solo giugno, e luglio è iniziato con diciassette città in bollino rosso (su ventisette monitorate). Anche se le previsioni dicono che nei prossimi giorni potrebbe arrivare una tregua temporanea, con un abbassamento delle temperature, molte Regioni si sono già mosse per tutelare chi, in queste condizioni meteo, deve fare lavori faticosi all'aperto. Così, ben tredici amministrazioni hanno varato norme che bloccano il lavoro in alcuni settori, dalle ore 12.30 alle 16, nelle giornate in cui si prevede che il caldo sia più intenso.
Queste sono le Regioni: la Lombardia, che firmerà oggi l'ordinanza, in vigore da domani 2 luglio; Abruzzo, Emilia-Romagna e Sardegna che l'hanno varata ieri; Basilicata, Calabria, Campania, Lazio, Liguria, Puglia, Sardegna, Sicilia e Toscana che si erano già mosse nei giorni o nelle settimane precedenti. Il divieto riguarda il settore agricolo, quello dei cantieri stradali ed edili, quello florovivaistico, il lavoro forestale e nelle cave. In Emilia-Romagna si allarga anche a chi lavora nella logistica. Escluso, invece, il settore pubblico, oltre agli interventi di protezione civile e altri ambiti d'emergenza.
Il divieto funzionerà così: nei giorni in cui il caldo è eccessivo, non si potrà lavorare dalle ore 12.30 alle ore 16. Per stabilire quali sono i giorni di stop, le Regioni hanno deciso di fare riferimento a una piattaforma gestita da Inail e Cnr (Consiglio nazionale delle ricerche), chiamata Worklimate. Questa piattaforma, accessibile online, tra le altre cose permette di verificare per ogni singola città quali sono le condizioni di rischio dei giorni successivi.
Nei giorni in cui le previsioni mostrano un "Livello di rischio: Alto" scatteranno le limitazioni all'orario di lavoro. Il rischio è tarato su "un lavoratore sano (senza condizioni individuali di suscettibilità termiche), non acclimatato al caldo, esposto al sole alle ore 12:00 e impegnato in un'attività fisica intensa". Per il rischio alto, l'indicazione fornita dalla piattaforma è di "bere spesso, anche poco più di 1 litro all'ora e programmare pause frequenti in luoghi ombreggiati o aree condizionate". In condizioni del genere, i lavoratori e le lavoratrici saranno dunque fermati dalle ore 12.30 alle 16. E, viste le condizioni meteo attuali, sembra probabile che il divieto in questi giorni sarà attivo nella maggior parte delle Regioni che l'hanno varato.

In alcune Regioni l'ordinanza resterà in vigore fino al 15 settembre. È il caso di Lombardia ed Emilia-Romagna. Negli altri casi invece le regole saranno valide fino al 31 agosto.
Finora non è arrivato nessun provvedimento, invece, da parte delle Regioni non menzionate: Friuli-Venezia Giulia, Molise, Piemonte, Trentino Alto-Adige, Valle d’Aosta e Veneto. Da parte di queste amministrazioni non è arrivata alcuna ordinanza sulla sospensione dei lavori, ma solo delle raccomandazioni ai datori di lavoro. Tra le misure consigliate c'è quella di anticipare l'orario di lavoro, aumentare le pause all'ombra, far ruotare di più i lavoratori. Non si tratta, però, di obblighi vincolanti.