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Pordenone, il prof che ha denunciato le liste di Azione studentesca contro i docenti di sinistra: “Illegale”

Paolo Venti, l’insegnante che ha denunciato il manifesto di Azione studentesca affisso in un liceo di Pordenone, in cui si chiedeva di segnalare eventuali insegnanti che fanno propaganda di sinistra in classe, racconta a Fanpage.it la vicenda: “Se metto un 4 in greco a uno studente, rischio poi di essere segnalato come comunista?”.
A cura di Annalisa Cangemi
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La vicenda del liceo Leopardi Majorana di Pordenone non si è ancora chiusa, sebbene il manifesto di Azione studentesca, che tramite un qrcode rimandava a un sondaggio, sia stato rimosso dai muri dell'istituto da qualche giorno.

Il manifesto incriminato, esposto sabato 17 gennaio, chiedeva sostanzialmente agli studenti di partecipare alla stesura di un report nazionale, per individuare i nomi degli insegnanti di sinistra che sono accusati di fare "propaganda". Praticamente delle liste di proscrizione. Il sondaggio poneva un quesito semplice: “Hai uno o più professori di sinistra che fanno propaganda durante le lezioni?". E poi: "Descrivi uno dei casi più eclatanti". Il manifesto non è stata una ‘bravata'. La stessa iniziativa, con le stesse modalità, è stata segnalata anche in altre scuole di Pordenone, Alba, Cuneo e Palermo. Si tratta del tentativo di organizzare una campagna nazionale, partita dal movimento di estrema destra, come si vede anche da alcune foto che compaiono sul profilo social di Azione studentesca.

Sulla vicenda si sono espresse anche le istituzioni, a partire dal sindaco di Fratelli d'Italia Alessandro Basso, che invece di condannare l'iniziativa ha minimizzato il gesto, limitandosi a criticare le modalità: "Usare la politica in classe non va bene, sia a destra che a sinistra. Bisognava prendere gli studenti e dire ‘bene, volete fare un sondaggio di questo tipo? Dovete farlo bene'. Riconosco che è stato fatto in modo un po' disordinato, non si possono chiedere i nomi e utilizzare i dati in modo maldestro", ma questi studenti "hanno probabilmente toccato un tasto dolente, hanno toccato una certa sensibilità di alcuni insegnanti che si sono sentiti chiamati in causa", ha detto in un video il primo cittadino, secondo cui è giusto in una scuola democratica "far esprimere gli studenti, insegnando loro a esprimere un dissenso, anche se quel dissenso non proviene da sinistra". Per Basso è stato sbagliato "chiudere la bocca agli studenti".

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Il docente Paolo Venti a Fanpage.it: "Quando faccio lezione non sono un jukebox"

Paolo Venti, un docente del liceo Leopardi Majorana, che da 35 anni insegna latino e greco, è venuto a conoscenza una settimana fa del manifesto, e ha denunciato l'episodio prima alla dirigente scolastica e poi in prefettura. Ma non ha ottenuto risposte. Ha riferito a Fanpage.it che il volantino ora è scomparso. Ma il problema resta, come dimostrano anche gli interventi di tanti politici di destra che hanno commentato quando accaduto a Pordenone.

"Ci accusano di fare propaganda di sinistra. Ma non si può fare lezione, soprattutto quando si parla di materie come lettere, filosofia o storia, senza che sia una lezione anche politica. Con i ragazzi si deve ragionare, ai miei alunni dico come la penso, ognuno poi è libero di interpretare le cose nel modo che ritiene più opportuno. Non ho mai sanzionato nessuno, né ho mai cercato di convincere gli alunni delle mie idee. Ma non sono un jukebox, in cui inserire la monetina per far partire la lezione. Quando parlo dico quello che penso. Cosa diversa è la propaganda, nessuno di noi si permetterebbe di farla. Ma non è possibile che una persona autorevole come un sindaco minimizzi quest'iniziativa", dice a Fanpage.it il docente.

"Si tratta di una raccolta di dati, che viola palesemente la privacy. Si chiede un giudizio agli studenti sull'operato degli insegnanti. Se qualcuno dovesse notare qualcosa che non va in classe potrebbe rivolgersi alla dirigente, esistono gli strumenti per i controlli, come le ispezioni. Ma se metto un 4 in greco a uno studente, rischio poi di essere segnalato come comunista?", si sfoga ancora Venti.

Il commento del sindaco è stato secondo il docente "inqualificabile": "Sono disposto a parlare con i ragazzi che hanno affisso il volantino, non ce l'ho con loro. Anche se il mio sospetto è che ci sia qualcuno dietro a manovrarli". Il riferimento del prof è al fatto che l'iniziativa non è stata appunto circoscritta, ma è stata organizzata in modo simile anche in altre città. "È un'operazione illegale", continua. "Oggi chiedono di schedare gli insegnanti di sinistra, domani potrebbero schedare gli omosessuali. Qualcuno, attraverso gli studenti, sta cercando di spostare i paletti che abbiamo fissato 80 anni fa".

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La reazione degli esponenti di destra

Diversi esponenti di destra ieri hanno commentato il caso, prendendo le difese dei ragazzi di Azione Studentesca. Lo ha fatto l'eurodeputato Alessandro Ciriani (FdI–ECR), secondo cui "Insegnanti che fanno politica a scuola ce ne sono. Alcuni docenti non resistono all’impulso di trasformare il loro ruolo delicato e prezioso in quello del propagandista. Molti no e svolgono egregiamente il loro difficile lavoro. L’importante è evidenziare quanti onorano con professionalità e passione il loro compito, ma allo stesso non nascondere che esiste anche chi, cosa grave, tradisce quel compito e sfrutta la sua posizione per fare propaganda politica. Educare significa, etimologicamente, far emergere le potenzialità di un ragazzo, non manipolarlo, abdicando al dovere di neutralità. La politica a scuola ci sta se è dialettica, confronto, approfondimento, sempre con l’attenzione a non prevaricare. Che certa sinistra, perennemente a fianco di ogni movimentismo (anche quelli più facinorosi) se la prenda con ragazzi di destra che chiedono ai loro compagni di scuola di segnalare se qualcuno (senza fare nomi) usa la cattedra per indottrinare, è ridicolo, ipocrita".

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