Popolare di Bari, Faraone (Iv): “Vertici sapevano del salvataggio e Bankitalia non ha vigilato”

"Dal servizio pubblicato su Fanpage emerge chiaramente la realtà: il clima di serenità che traspare nel dialogo tra vertici e investitori era dato dalla certezza dell’intervento favorevole del governo, quando il Cdm non era nemmeno stato convocato. Sul pregresso c’è stata poca trasparenza: l’intervento sulla Popolare di Bari è stato reso necessario perché è mancata una adeguata vigilanza assieme a una buona gestione della banca". A dirlo è il capogruppo di Italia Viva in Senato, Davide Faraone, in un'intervista a Fanpage.it, commentando l'inchiesta esclusiva sulle registrazioni di un incontro dello scorso 10 dicembre, in cui erano presenti Gianvito Giannelli e Vincenzo De Bustis, rispettivamente presidente e amministratore delegato della Banca Popolare di Bari. Giannelli e De Bustis, nel corso della riunione con i manager della banca pugliese, si dicono sicuri dell'appoggio del mondo politico e della Banca d'Italia, che tre giorni dopo deciderà il commissariamento dell'istituto.
Dopo la decisione di Bankitalia verranno convocati d'urgenza due Consigli dei ministri: domenica sera il governo ha varato un decreto che stabilisce lo stanziamento di 900 milioni di euro per salvare la banca."Adesso non possiamo rischiare di ripetere errori gravi già fatti in passato: penso ad Alitalia o ad altre aziende dove si mettono soldi pubblici come fossero secchi bucati. La politica adesso ha un solo dovere: quello di tutelare risparmiatori ed imprese", ha aggiunto il senatore di Iv.
"Quanto alla presidenza della commissione affidata a Lannutti, il M5S ci tolga dall’imbarazzo e ritiri la candidatura: scegliamo il nome più adatto insieme", ha detto Faraone. Il senatore pentastellato Elio Lannutti ha fatto sapere nel pomeriggio di non avere intenzione di ritirarsi dalla corsa per la presidenza della commissione bicamerale sulle banche: "Alla commissione banche io non mi volevo neppure candidare: me lo hanno chiesto, io facevo il tifo per Paragone! Ma poi, con le procedure del M5S, mi hanno scelto. Dunque io sono il candidato del M5S e confermo che non farò nessun passo indietro. Chi spacca non sono io ma chi non voterà la mia persona". Lo ha ribadito dopo che è stata divulgata la notizia che riguarda suo figlio Alessio, che lavora proprio alla Banca Popolare di Bari. Ma non ci sarebbe, secondo Lannutti, alcun conflitto d'interesse.
Durante la video-intervista a Fanpage.it Faraone ha risposto anche a una domanda sull'inchiesta che ha colpito la Fondazione Open: "Non so se c’è stato il tentativo di uccidere in culla Italia Viva, ma se c’è stato è già fallito: siamo in crescita nonostante l’inchiesta Open che si sta già rivelando la bolla di sapone che pensavamo. Quando questa storia sarà finita invece che i titoloni dei giornali avremo forse un trafiletto in ultima pagina ma pazienza. La cosa importante è che siamo più vivi di quanto molti sperassero. Non mi pento affatto dell'abolizione del finanziamento pubblico ma sono contrario all’abolizione di quello privato perché credo nella funzione democratica della libera politica e vedo chiaramente il tentativo di esautorare il Parlamento da parte di alcune forze politiche".

