Pier Silvio e Marina Berlusconi convocano Tajani: le nuove regole per rilanciare Forza Italia

Un vertice durato quattro ore quello che ha visto protagonisti Antonio Tajani, Pier Silvio e Marina Berlusconi ieri pomeriggio. I tre si sono incontrati a Codogno Monzese, negli uffici Mediaset, per discutere del futuro di Forza Italia e per fissare le basi da cui dovrà partire il rilancio del partito.
La nota diffusa a termine del vertice lo ha descritto come un incontro "molto positivo", "una visione unitaria e condivisa per il rilancio del movimento nello spirito e con i valori del fondatore Silvio Berlusconi", "in un clima di grande amicizia e cordialità" tra i due figli dell'ex premier che hanno "rinnovato la fiducia" nei confronti di Tajani. In realtà, è stata una riunione fiume, la cui durata – dalle 13 alle 17 – lascia intendere che gli argomenti di discussione siano stati parecchi.
La sconfitta al referendum è stata una botta pesante da incassare per Forza Italia. La riforma della giustizia portava il nome di Berlusconi e realizzarla avrebbe significato non solo onorare il suo fondatore ma porsi in continuità con i principi berlusconiani.
Dopo l'insuccesso alle urne gli eredi dell'ex premier sono tornati a premere per un rinnovo del partito. Non è un mistero. Da tempo Pier Silvio Berlusconi insiste affinché si faccia spazio a "facce nuove" che possano rinfrescare l'immagine di FI. È anche in questa linea che possono essere lette le dimissioni da capogruppo al Senato di un volto storico come Maurizio Gasparri, sostituito da Stefania Craxi all'indomani del referendum.
Nel partito si è parlato di normale avvicendamento ma è abbastanza evidente che non si sia stato un semplice passaggio di consegne. E presto potrebbe arrivarne un altro. Nella sede Mediaset, Tajani e i figli di Berlusconi hanno parlato della possibile sostituzione di Paolo Barelli, attualmente capogruppo alla Camera.
Il nome che circola è quello di Enrico Costa, che però con FI ha avuto un rapporto burrascoso: entrato nel 2018, dopo l'attività con il Popolo delle Libertà, ed uscito nel 2020 dopo l'ingresso in Azione, vi ha fatto ritorno solamente nel 2024. Non è detto dunque, che la scelta ricada su di lui. In lizza ci sarebbero anche il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè e i deputati Ugo Cappellacci e Deborah Bergamini. In cambio Barelli potrebbe ricevere una poltrona da sottosegretario al Mimit o alla Cultura.
Tra i nodi affrontati e ancora da sciogliere, c'è la questione dei congressi. L'accordo raggiunto sarebbe quello di partire con i congressi locali nelle Regioni in cui FI è compatta e diluire invece gli appuntamenti nelle zone dove i rapporti sono più complicati (ad esempio in Lombardia o in Campania).
Resta da decidere quando fissare il vertice nazionale, in cui dovrebbe essere eletto il nuovo segretario. Inizialmente previsto per la primavera del 2027, ora potrebbe slittare a dopo le politiche, in modo tale da non stravolgere gli assetti a ridosso del voto. Ma per ufficializzare date e appuntamenti ci vorrà del tempo e un altro giro di riunioni. La prima, la prossima settimana, quando probabilmente Marina Berlusconi incontrerà il governatore del Piemonte e vicesegretario di FI, Alberto Cirio.