Conflitto Israele-Palestina e in Medio Oriente

Perché la Francia chiede le dimissioni di Francesca Albanese: cosa ha detto su Israele

Il governo francese ha condannato l’ultimo discorso della relatrice Onu sui territori palestinesi occupati Francesca Albanese, e ha chiesto che si dimetta dall’incarico. Il motivo è che Albanese è accusata di aver definito Israele “nemico comune dell’umanità”. Ecco cosa ha detto nel suo discorso integrale.
A cura di Luca Pons
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Scoppia una nuova polemica politica su Francesca Albanese. Il governo francese, tramite il ministro degli Esteri, ha chiesto che la relatrice speciale dell'Onu per i territori palestinesi occupati lasci il suo incarico alle Nazioni Unite. L'accusa: aver definito Israele un "nemico comune dell'umanità". Anche se il discorso ‘incriminato', a leggerlo per intero, appare più ampio.

Albanese negli ultimi anni è stata più volte attaccata da Israele, sanzionata dagli Stati Uniti e criticata dal governo in Italia (tra gli altri) per le sue posizioni critiche sul genocidio in corso a Gaza. I suoi rapporti hanno evidenziato i meccanismi economici e politici alla base dell'offensiva israeliana nella Striscia, coinvolgendo anche l'Italia.

Sabato scorso, Albanese era ospite di un evento organizzato da Al Jazeera a Doha. Ha partecipato con un videomessaggio, che ha poi ricondiviso sui propri profili social dopo lo scoppio della polemica. Così, è possibile sentire l'intero discorso.

Il discorso integrale di Francesca Albanese, cosa ha detto su Israele e il "nemico comune" dell'umanità

"Abbiamo passato gli ultimi due anni osservando la pianificazione e l'esecuzione di un genocidio. E il genocidio non è finito. Il genocidio come distruzione intenzionale di un gruppo in quanto tale è chiaramente visibile ora, è stato nell'aria per molto tempo e ora è in piena vista", inizia la relatrice Onu. In questo contesto, "i palestinesi hanno continuato a raccontare il diluvio di conflitto che è caduto su di loro senza tregua".

Albanese poi sottolinea quali sono le "sfide" oggi: "Il fatto che invece di fermare Israele la maggior parte del mondo l'abbia armato, gli abbia dato scusanti politiche, copertura politica, supporto economico e finanziario, questa è una sfida. Il fatto che la maggior parte dei media occidentali abbia amplificato la narrativa pro-apartheid e genocida è una sfida. E allo stesso tempo, è anche un'opportunità".

Questa la parte chiave – e contestata – dell'intervento: "Se il diritto internazionale è stato pugnalato al cuore, è anche vero che mai prima d'ora la comunità globale aveva visto le sfide che tutti noi affrontiamo – noi che non controlliamo grandi quantità di capitali finanziari, algoritmi e armi. Ora vediamo che noi come umanità abbiamo un nemico comune, e le libertà, il rispetto delle libertà fondamentali, sono l'ultima strada pacifica, l'ultimo strumento pacifico che abbiamo per riguadagnare la nostra libertà".

In conclusione, un appello: "Ma dobbiamo prendere posizione, dobbiamo fare la cosa giusta, tutti quanti, nella nostra sfera individuale – come avvocati, giornalisti, educatori, studenti, cittadini ordinari a casa, tutti abbiamo un ruolo da svolgere. E questo ruolo è cambiare le nostre abitudini. Da quello che cerchiamo di comprare, di consumare, di leggere, a come ci poniamo davanti al potere. Dobbiamo essere in grado di denunciare, dobbiamo avere la forza di guardarci l'un l'altro e vedere i nostri fratelli e le nostre sorelle, e vedere alleati in loro". Con un augurio per l'anno a venire: "Io credo che la Palestina sarà libera. Credo che tutti saremo liberi, perché nel mondo di oggi è radicata troppa coscienza dei diritti umani, dopo ottant'anni in cui abbiamo elogiato e insegnato i diritti umani. Ma dobbiamo agire, e il momento è arrivato. Per un 2026 di pieno impegno verso la presa di responsabilità e la giustizia".

La polemica in Francia: "Inaccettabile attaccare Israele come nazione"

A causa del passaggio in cui Albanese dice che "ora vediamo che noi come umanità abbiamo un nemico comune", subito sono partite le contestazioni. Le parole sono state legate a Israele dai critici, che hanno quindi accusato Albanese di aver detto che  "Israele è un nemico comune dell'umanità". Alla testa della protesta questa volta si è messo il governo della Francia – un Paese membro del Consiglio di sicurezza dell'Onu – con il ministro degli Esteri Jean-Noël Barrot che ha raccolto le contestazioni partite da alcune personalità pubbliche francesi. L'ex prima ministra Elisabeth Borne e la deputata Caroline Yadan (eletta dai francesi all'estero, inclusi quelli che risiedono in Israele) hanno firmato la petizione di protesta. All'interno, si riassumeva così: "Albanese ha definito Israele nemico comune dell'umanità".

Davanti all'Assemblea nazionale, Barrot ha detto: "La Francia condanna senza riserve le dichiarazioni eccessive e colpevoli di Francesca Albanese, che non prendono di mira il governo israeliano, di cui è lecito criticare la politica, ma Israele come popolo e come nazione, il che è assolutamente inaccettabile".

Albanese ha replicato sui social alle polemiche, chiarendo il punto. "Il nemico comune dell'umanità è IL SISTEMA che ha permesso il genocidio in Palestina", ha scritto. "Inclusi i capitali finanziari che lo finanziano, gli algoritmi che lo oscurano e le armi che lo permettono".

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