Dopo la decisione della commissione contenziosa del Senato, che ha annullato la delibera che ha tagliato i vitalizi degli ex parlamentari, la prima conseguenza immediata è che quelle cifre dovranno essere immediatamente restituite. Poi si capirà se la presidenza di Palazzo Madama, guidata da Elisabetta Casellati, presenterà ricorso. Intanto, in attesa che vengano depositate le motivazioni della decisione della commissione contenziosa, è Maurizio Paniz, avvocato che ha seguito molti dei ricorsi presentati dagli ex parlamentari, a spiegare a Fanpage.it quali sono state, presumibilmente, le ragioni che hanno spinto a prendere questa decisione.

Paniz non nega la sua soddisfazione, non tanto per la vittoria personale quanto perché “viene ripristinato lo stato di diritto”. Ma l’avvocato si toglie anche qualche sassolino dalle scarpe: “Sono dispiaciuto perché è stato necessario intraprendere questo percorso. Le regole dovevano essere rispettate sin dall’inizio. Non fa bene a un Paese essere animato da spinte populiste, ma dovrebbe esserlo dal rispetto delle regole, altrimenti andiamo a finire in una giungla”. Paniz spiega, in primis, che i ricorrenti contro il taglio dei vitalizi, complessivamente, sono stati circa 600, di cui lui stesso ne ha seguito la metà. Altro elemento che sottolinea l’avvocato è che in questo periodo, dalla prima delibera ad oggi, ne sono morti 130, “perché si tratta sempre di persone anziane”.

Perché è stato abolito il taglio dei vitalizi

Paniz ricorda che le motivazioni non sono ancora note, “ma possiamo immaginarle: la decisione avrà tenuto conto delle sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo e della Cassazione” su casi che richiamano a quello del taglio dei vitalizi. A Fanpage.it Paniz spiega che, innanzitutto, “non è possibile intervenire retroattivamente su una singola categoria, per esempio in passato sono state annullate decisioni di questo genere relative solamente ai magistrati”.

Altro problema è sicuramente quello della retroattività della norma, perché “non si può intervenire sui diritti acquisiti”. “L’ultimo criterio fondamentale violato è quello della ragionevolezza – prosegue l’avvocato -: il taglio medio dei vitalizi è del 50%-60%, con punte fino all’80%. Qualunque pensionato italiano reagirebbe se si vedesse tagliata la pensione in modo così netto”. A sostegno di quanto afferma, Paniz riporta un esempio: “Nel recente passato i parlamentari hanno versato un contributo di solidarietà del 15-20%. Nessuno degli ex parlamentari che ne avrebbe avuto diritto ha chiesto la restituzione, neanche dopo la sentenza in loro favore”. Le motivazioni, poi, sono anche altre ma legate a questioni più giuridiche, come gli effetti perenni della delibera e l’indicazione di come vengano spesi quei risparmi.

Taglio dei vitalizi, Senato deve restituire subito gli importi

Il tema che si pone ora, nell’immediato, è quello della restituzione delle cifre che erano state tagliate dalle pensioni degli ex parlamentari: “La delibera è immediatamente operativa, quindi ci dovrà essere una restituzione immediata, poi il Senato potrà decidere se ricorrere in appello”, spiega Paniz. C’è, però, anche un altro rischio, quello che ora gli importi vengano restituiti, ma dopo il ricorso (in caso di affermazione della linea intrapresa inizialmente dal Senato) gli ex parlamentari debbano nuovamente dare indietro quelle cifre: è possibile che ciò avvenga? “Teoricamente sì, ma per ora c’è l’obbligo del Senato di restituire gli importi”. Sia a coloro i quali hanno presentato ricorso, sia in alcuni casi ai loro familiari.

Vitalizi, la situazione alla Camera e cosa succede ora

Con la decisione della commissione contenziosa del Senato le regole per Palazzo Madama diventano diverse da quelle della Camera. Anche se Paniz ricorda che “la Camera ha già preso una decisione, nelle scorse settimane, per annullare una parte della delibera con il ricalcolo. Ma non è ancora stato fatto nulla dall’ufficio di presidenza, che sarebbe già dovuto intervenire”. Se non dovesse farlo al più presto, Paniz si dice pronto a mettere in atto “tutti i rimedi possibili per ripristinare lo stato di diritto”. Per quanto riguarda la questione del Senato, invece, ora bisognerà attendere che vengano depositate le motivazioni della decisione della commissione contenziosa e poi “entrambe le parti decideranno” se proseguire e in che modo nella loro azione. La partita, quindi, non è ancora finita.