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Come funziona l’Intergruppo al Senato per i diritti fondamentali della persona e a cosa serve

Si tratta di un esperimento di democrazia partecipativa mai tentato prima in Italia: l’Intergruppo per i diritti fondamentali della persona – presieduto dalla senatrice Mariolina Castellone e dalle sue vice Pega Moshir Pour e Flavia Carilini, due attiviste – apre i lavori istituzionali alla società civile. Siamo andati ad assistere a una plenaria per capire come funziona.
A cura di Annalisa Girardi
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Al Senato, ormai da diversi mesi, è in corso un esperimento di democrazia partecipativa senza precedenti. Si tratta dell'Intergruppo parlamentare per i diritti fondamentali della persona, un'iniziativa lanciata dalla vicepresidente di Palazzo Madama, Mariolina Castellone, per aprire le porte delle istituzioni alla cittadinanza comune e allargare il perimetro della discussione anche a coloro che, di norma, non ne fanno parte. Non è solo pour parler: l'obiettivo è quello di redigere documenti, formulare proposte di legge, mettere nero su bianco emendamenti alla normativa in discussione. Insomma, fare in modo che anche i semplici cittadini possano in qualche modo partecipare ai processi politici.

"Normalmente gli intergruppi sono dei luoghi di discussione tra i parlamentari di Camera e Senato. Ho voluto fare questo esperimento un esperimento e aprire l'intergruppo alla società civile", racconta Castellone ai microfoni di Fanpage. "È importante creare un ponte tra istituzioni e cittadini. Dai diritti fondamentali della persona passa quella che è la vita quotidiana dei cittadini", ha aggiunto.

Fanpage.it ha assistito a una di queste plenarie, intitolata "Disabilità, spettro autistico, neurodivergenze, diritto all'autodeterminazione e contrasto all'abilismo". Prima ce ne sono state altre, sulla violenza di genere e sulla genitorialità. "Alla fine di questi incontri vengono create delle proposte. Ad esempio, abbiamo elaborato una proposta di legge sull'autismo che ora è in discussione in commissione Sanità. Oppure, in legge di Bilancio abbiamo costruito un pacchetto di emendamenti che è stato depositato in Senato e le nostre proposte sul contrasto alla violenza di genere sono state anche approvate", ha proseguito la senatrice del Movimento Cinque Stelle.

Oltre a Castellone, che presiede l'intergruppo, ci sono due vicepresidenti che provengono dalla società civile. Due attiviste. Sono Pega Moshir Pour e Flavia Carlini. "L'obiettivo è quello di dare voce alle persone che finora non hanno potuto e non hanno avuto modo di potersi esprimere: nell'intergruppo possono fare le loro proposte in sicurezza", ha detto la prima ai microfoni di Fanpage.it. "I cittadini non sono più solo oggetto delle politiche del governo, ma diventano in qualche modo il soggetto. L'obiettivo è fare in modo che le persone possano partecipare attivamente al processo e al progetto politico del Paese", ha concluso la seconda.

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