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Per la prima volta la Camera discute di legalizzazione della cannabis

Approda oggi in Aula il il disegno di legge sulla legalizzazione della cannabis proposto dall’intergruppo parlamentare guidato da Benedetto della Vedova e firmato da oltre duecento deputati e senatori, corredato da 2.000 emendamenti. Il voto non arriverà se non dopo l’estate; ma la battaglia si preannuncia dura, con Ncd e centristi sulle barricate.
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A cura di Claudia Torrisi
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Update – Dopo una discussione in un'Aula semivuota – una trentina i deputati presenti – la proposta di legge sulla legalizzazione della cannabis tornerà a settembre all'esame delle commissioni Giustizia e Affari sociali della Camera "come da accordi" per l'esame degli emendamenti. Il ritorno in commissione "sarà necessario" per l'esame degli emendamenti, ha sottolineato il sottosegretario agli Esteri e tra i promotori della legge, Benedetto Della Vedova.

Oggi il disegno di legge sulla legalizzazione della cannabis proposto dall'intergruppo parlamentare guidato da Benedetto della Vedova e firmato da oltre duecento deputati e senatori arriva in Aula alla Camera. È la prima volta che accade; per questo motivo i promotori parlando di "primo passo importante", nonostante sia già certo un rinvio a dopo l'estate e una vita non semplice per il ddl. "Per la prima volta nella storia della Repubblica l'aula di Montecitorio discute di un provvedimento sulla cannabis  – ma possiamo dire sugli stupefacenti in generale – che punta a una legalizzazione espansiva rispetto all'esistente. Questo quindi già di per sé è un fatto storico", ha dichiarato Daniele Farina, relatore della commissione Giustizia, sottolineando che si vedrà "dove arriveremo. Questo messaggio e questi contenuti che portiamo avanti a un certo punto forse si fermeranno o forse no".

Il testo, infatti, arriva in Aula con 1.700 emendamenti – di cui 1.300 presentati solo da Ap – e senza mandato al relatore, poichè le commissioni Giustizia e Affari sociali, dopo diversi scontri interni, hanno deciso di non procedere all'esame delle proposte di modifica, procedendo all'avvio della discussione. Saranno i due presidenti delle commissioni oggi a presentare il contenuto del testo ai deputati. Il voto, dunque, non arriverà se non dopo le ferie, quando in Aula gli emendamenti potrebbero diventare 2.000, oltre a pregiudiziali di costituzionalità e di merito.

La proposta disciplina l'autocoltivazione, il possesso, la vendita e l'uso della cannabis. Viene fissato per le persone maggiorenni il limite della coltivazione di massimo cinque piantine, per cui non sarà necessaria un'autorizzazione, ma solo una comunicazione all'ufficio regionale dei monopoli di Stato. Una comunicazione simile va fatta in caso di coltivazione in "forma associata". Per quanto riguarda, invece, la detenzione personale, questa è consentita ai maggiorenni in misura non superiore a cinque grammi lordi – che diventano quindici "nel privato domicilio". In caso di prescrizione medica sarà consentita la detenzione di quantità maggiori – ma farà fede il documento rilasciato dal medico. Secondo il disegno, la cessione gratuita a terzi di piccoli quantitativi di cannabis e prodotti derivati a consumo personale non è punibile – salvo che il destinatario sia persona minore o manifestamente inferma di mente – mentre chiunque "per farne uso personale, illecitamente importa, esporta, acquista, coltiva, riceve a qualsiasi titolo o comunque detiene sostanze in violazione dei limiti e delle modalità previste, è sottoposto, se persona maggiorenne, alla sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da euro 100 a euro 1.000, in proporzione alla gravità della violazione commessa". Essendo la coltivazione, preparazione di prodotti derivati e vendita della cannabis soggette a monopolio di Stato, serviranno delle autorizzazioni particolari dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli per la vendita al dettaglio a maggiorenni, "in esercizi commerciali destinati esclusivamente a tale attività". Per quanto riguarda, invece, la produzione farmaceutica, si avrà un regime semplificato. Infine, nella proposta è previsto che il 5% dei ricavi per lo Stato sia destinata al Fondo nazionale per la lotta alle droghe; mentre le sanzioni amministrative relative alla violazione delle modalità previste per la coltivazione e detenzione di cannabis saranno interamente destinate a interventi informativi, educativi, preventivi, curativi e riabilitativi realizzati dalle istituzioni scolastiche e sanitarie per consumatori di droghe e tossicodipendenti.

"Oggi si comincia il dibattito senza ipocrisie ma poi l'esame si aggiornerà a settembre ed è lì che i partiti dovranno decidere l'approccio", ha detto il capogruppo Pd in commissione Giustizia, Walter Verini. "Credo – ha aggiunto – che non sia sbagliato che si faccia un dibattito aperto in Aula fin da oggi, dove emergerà la trasversalità delle posizioni all'interno dei partiti con opinioni opposte su testo che non consente al momento di trovare alcuna sintesi. Secondo me man mano che il dibattito si svilupperà emergeranno chiaramente differenze che riguardano tutti i gruppi, compreso il nostro. E' però plausibile che su alcuni aspetti della materia, tipo l'uso a fini terapeutici della cannabis, qualche passo avanti di sintesi possa esserci".

La principale opposizione arriva dai centristi, una situazione che potrebbe ricalcare quella già vista nel caso dell'approvazione del dl unioni civiili. "Alcol e droga sono una piaga. Non diciamo solo no alla liberalizzazione della cannabis, diciamo no a tutte le dipendenze: droga, alcol, gioco", ha dichiarato il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin.

La posizione di Lorezin è quella di tutto il Nuovo centrodestra: secondo il ministro con delega alla Famiglia Enrico Costa, "è chiaro che non ci sono nè le condizioni nel Paese nè i numeri in Parlamento per avanzare una proposta simile" e "come al solito l'unico risultato è accendere gli animi oltre il dovuto", mentre ci sarebbero "altre priorità da affrontare". A prescindere da ciò che accadrà alla Camera, "al Senato sappiano sin da ora che il testo non passerà mai. Siamo dalla parte giusta e contrasteremo in ogni modo tesi deliranti", ha dichiarato il senatore Maurizio Gasparri (Forza Italia), convinto che "chi sostiene che la legalizzazione della cannabis crei un danno alle mafie dice una sonora fesseria". Contrari anche Lega Nord e Fratelli d'Italia.

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