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Paita a Fanpage: “Sanità è in grave emergenza, governo Meloni condanna più deboli a non potersi curare”

In un’intervista con Fanpage.it la senatrice di Italia Viva, Raffaella Paita, commenta la Manovra del governo Meloni, attaccando la maggioranza per non aver affrontato a dovere l’emergenza numero uno nel Paese, cioè quella della Sanità. E racconta poi il congresso di Italia Viva, affermando che il Centro riformista sia pronto per le elezioni europee.
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A cura di Annalisa Girardi
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Il governo ha annunciato che la maggioranza non presenterà emendamenti alla Manovra, ma dall'opposizione le richieste di modifica non mancheranno. Lo assicura la senatrice di Italia Viva Raffaella Paita in un'intervista con Fanpage.it. La legge di Bilancio redatta dalla squadra di Giorgia Meloni – afferma Paita – non incide in modo positivo sulla vita degli italiani, pur pesando molto sui conti pubblici dello Stato. Per la senatrice, insomma, la Manovra va rivista, soprattutto per quanto riguarda le misure per la Sanità, descritta come l'emergenza numero uno nel Paese.

Nel frattempo, oltre a lavorare sugli emendamenti da presentare in sessione di Bilancio, Paita racconta anche il congresso di Italia Viva e il percorso verso le elezioni europee, a cui il suo partito si presenterà con una chiara idea di collocamento: il Centro riformista.

La presidente del Consiglio, presentando la legge di Bilancio, l'ha descritta come una Manovra seria, che non sperpera risorse. Cosa pensa di questo giudizio?

Mi pare che Giorgia Meloni troppo spesso sia auto-assolutoria e anche un po' generosa con sé stessa. Questa è una Manovra che non cambia di una virgola la sorte degli italiani. È una manovra di basso profilo che però, a causa del deficit, rischia di dare un colpo serio ai conti pubblici. E poi il governo sta costruendo questa Manovra cercando di limitare il più possibile le prerogative del Parlamento: addirittura hanno annunciato alla propria maggioranza di non avere il diritto di fare emendamenti in Aula. È una cosa che non era mai accaduta.

Sul fronte della sanità le opposizioni avevano chiesto un'azione importante, da parte del governo. È andata così?

Alla fine se ne sono usciti annunciando circa 3 miliardi in Manovra sulla sanità.  Ma a conti fatti gran parte di queste risorse serviranno soltanto a sostenere le strutture ospedaliere, cioè gli approvvigionamenti energetici. Ma non si migliorerà per nulla la situazione, non si risolverà l'emergenza prioritaria del Paese, cioè quella delle liste d'attesa. Su queste destineranno circa un miliardo, siamo lontanissimi da ciò che servirebbe. La sanità è la vera emergenza del Paese. È una cosa veramente grave che una persona debba scegliere se mangiare o curarsi. E in assenza di un investimento di risorse economiche, ma anche di una riforma complessiva del sistema sanitario pubblico, noi avremo sempre di più una situazione nella quale chi può pagare le spese sanitarie dal privato si curerà e che invece questa possibilità non ce l'ha sarà costretto ad ammalarsi.

E c'è una cosa più ingiusta di questa, cioè di condannare sulla base del livello sociale l'aspettativa di vita degli italiani? No, non c'è. Mi aspettavo che, visto che il governo diceva di essere "pronto" e visto che ha sempre sostenuto di essere vicino ai più deboli, intervenisse sull'emergenza numero uno del Paese, cioè il diritto alla salute.

Hanno fatto discutere alcune affermazioni di Giorgia Meloni, per cui una donna che fa molti figli avrebbe già dato il suo contributo alla società ed è giusto concederle sgravi fiscali. Sembra che il valore di una donna sia sempre legato al suo essere madre…

Io sono una madre e so bene che cosa significhi avere dei figli e allo stesso tempo costruire una carriera: è molto difficile perché in questo Paese mancano i servizi basilari. Per accedere a un asilo, ad esempio, ci sono le liste d'attesa in alcune città e le tariffe sono altissime. A volte il tema della maternità diventa addirittura incompatibile con il percorso lavorativo. Ecco, è questo il tema che abbiamo di fronte che dovrebbe affrontare Meloni: cercare di dare alle donne servizi un sostegno affinché possano conciliare tutte le loro aspettative.

Ricordo che ci sono anche tante donne che non sono madri e che danno un contributo enorme alla società. Bisognerebbe uscire da questa atteggiamento fuori luogo. E mettersi a lavorare perché le donne abbiano il diritto di scegliere se essere madri, e poi il diritto di scegliere se essere madri e contestualmente avere una giusta aspettativa in termini di carriera e di realizzazione personale. Questo dovrebbe essere il compito di Meloni che fa tanta retorica sul fatto di essere una madre, ma che per ora sta aiutando pochissimo le donne italiane.

A proposito di emendamenti alla Manovra: il governo ha detto che la maggioranza non ne presenterà, voi come opposizione invece che modifiche chiedete?

Sicuramente chiederemo di rendere strutturale il taglio del cuneo fiscale. Che, lo ricordo, aveva fatto Draghi. Poi lavoreremo sulla sanità. Ho avuto una discussione molto articolata con un sindacato degli infermieri: dobbiamo fare in modo che questo Paese ritrovi la vocazione per questo mestiere così importante e al tempo stesso dobbiamo pagare meglio infermieri e medici. Altrimenti rischieremmo veramente un collasso del sistema sanitario.

Parliamo infine di Italia Viva: siete stati impegnati sul territorio per il Congresso. Come è andata?

È stato un bel congresso, Lo dico con un certo orgoglio, che sento di provare nei confronti di una prima prova di maturità che abbiamo avuto. Siamo un partito che è nato dall'impronta e dall'intuito del nostro leader, Matteo Renzi. Però lo stesso Renzi ha voluto, con questo congresso, sottoporsi al giudizio dei propri iscritti e ha ottenuto un risultato incredibile. Nessuno ha deciso di candidarsi contro di lui, ma comunque – nonostante non ci fosse una contendibilità, visto che nessun'altro ha voluto candidarsi – sono andati a votare in tantissimi per la leadership nazionale che ne esce ulteriormente rafforzata.

E poi abbiamo aperto un confronto nei vari livelli territoriali: regionale, provinciale, comunale, delle aree metropolitane.Completeremo poi questo percorso a dicembre. È una bellezza vedere un'organizzazione radicata territorialmente come la nostra, con un tale gusto per la discussione politica, per la partecipazione e per la militanza. Lo dico sinceramente, sono molto orgogliosa del lavoro che abbiamo fatto.

Insomma, siete pronti per le elezioni europee…

Siamo molto pronti per le Europee, per il progetto di Centro, nonostante i tentativi di Calenda di sciupare il tentativo di mettere assieme tutti i riformisti. Ci ha provato, ma non ci riuscirà perché noi andremo avanti con il Centro e lo faremo convinti che in questo Paese, ma soprattutto in Europa, ci sia bisogno di una risposta riformista forte, alternativa ai sovranisti e ai populisti di sinistra.

Oggi più che mai Giorgia Meloni è isolata. Quindi dare una mano a un processo di rafforzamento dell'asse dei riformisti con Renew Europe è un dovere. Se Calenda non se la sente di fare un gesto di generosità nei confronti del Paese per l'obiettivo alto che abbiamo, farà i conti con sé stesso. Noi andremo avanti e il Centro sarà il più bel risultato e  la sorpresa più grande delle prossime elezioni europee. Perché la crisi geopolitica e l'instabilità che sta vivendo complessivamente il pianeta necessita di un'Europa forte e autorevole. E questo non può che passare dall'azione dei riformisti. Per questo ogni gesto egoistico finalizzato a distruggere l'asse dei riformisti, sarà respinto al mittente e a questa sarà sostituito un grande progetto di Centro che Matteo Renzi sta portando avanti.

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