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17 Settembre 2022
18:03

Pablo Iglesias: “La destra ha capito Gramsci meglio di noi, ma ora serve un movimento dal basso”

Il fondatore di Podemos a Fanpage.it parla dell’avanzata delle destre in Europa: “Il rischio è l’involuzione della democrazia, a loro sta bene la NATO e le politiche economiche europee”. Si augura un movimento dal basso e più potere nei media, e sull’Italia dice: “Io sosterrei Unione Popolare”.
A cura di Antonio Musella
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Pablo Iglesias Turrion è stato il fondatore di Podemos, il movimento di sinistra nato dalle piazze spagnole, dai movimenti dal basso, e finito per diventare uno dei più importanti attori politici di quel paese. Vice presidente del governo, in alleanza con i socialisti del PSOE, dal 2020 al 2021, Iglesias ora si occupa di comunicazione con il suo podcast "La base". Già attivo nei movimenti europei sin dai tempo delle mobilitazioni contro il G8 di Genova del 2001, Iglesias è uno dei principali punti di riferimento della sinistra in Europa e in America Latina. In questa intervista in esclusiva per Fanpage.it affronta il tema dell'Europa che verrà, con l'avanzata delle destre e il rischio per la tenuta democratica. Ma ha anche parlato delle elezioni italiane, della sinistra di casa nostra e della necessità di un movimento europeo dal basso.

In Europa pare si stia affermando il vento sovranista, anche in Italia, Salvini e Meloni potrebbero vincere le elezioni, che rischi si corrono?

Io credo che le destre non debbano essere per forza sovraniste, infatti mi pare chiaro che in Italia Meloni ha ben chiarito che a lei sta bene la NATO e stanno bene i poteri economici europei. Quindi non è tanto il pericolo che si corre per la NATO o le politiche economiche dell'unione, quanto un processo di involuzione della democrazia. Il consenso antifascista del dopoguerra in Europa non c'è più, quindi possiamo trovare dei governi che lavorano contro i diritti umani, che attentano ai diritti sociali, contro il consenso costituzionale del dopoguerra e questo è pericolosissimo per la democrazia in Europa, in Ungheria, in Polonia, in Italia o in Spagna.

La guerra in Ucraina ha cambiato gli equilibri internazionali, quale scenario viene fuori dal conflitto?

In questa guerra l'Europa è solo un territorio dove si giocano interessi di altri. La NATO non è una organizzazione di difesa solidaristica, Macron l'ha definita uno zombie qualche tempo fa. Sicuramente sarebbe necessario organizzare qualcosa che sia come una armata europea, avere una politica estera europea propria, senza essere subordinati agli Stati Uniti, sarebbe più utile per la pace, più utile per difendere l'Europa come uno spazio dove ancora funzionano alcuni diritti umani, alcuni diritti sociali, adesso invece la subordinazione agli Stati Uniti è totale e la degradazione dei nostri sistemi politici con il pericolo dei governi di estrema destra è una realtà pericolosissima per il futuro democratico dell'Unione. Ricordo al vertice della NATO di Madrid (a giugno 2022 ndr), Josè Luis Rodriguez Zapatero mi disse: "Guarda le facce dei capi di governo dei diversi paesi, vedremo quanti di loro saranno al loro posto tra un anno". Il primo a cadere è stato Draghi. Infatti secondo me queste elezioni non si capiscono senza questo nuovo contesto europeo di guerra.

Dopo una pandemia globale è arrivata la guerra e la crisi economica, quello che manca però è un movimento dal basso. Perché secondo te? E da dove si deve ripartire?

Bisogna secondo me aspettare, perché siamo solo all'inizio. La pandemia ha portato a discussioni molto pesanti e la guerra a sinistra è stata una vicenda complicata perché non è così lineare come ad esempio la guerra in Iraq. Ma adesso secondo me c'è bisogno di un movimento di tipo progressista, contro la guerra, per la difesa dei diritti umani, per la difesa dei diritti delle donne, femminista, per la difesa dei diritti sociali e per la difesa della democrazia. La situazione della sinistra, della nostra cultura, è di debolezza. Io credo che la destra ha capito Gramsci meglio di noi.

In che senso?

Nel senso che la destra ha sempre saputo che aveva bisogno di controllare le scuole, le università, i mezzi di comunicazione, le istituzioni, perché lo spazio fondamentale della politica è quello ideologico. Senza una mobilitazione sociale, e anche cercando di riorganizzare la correlazione mediatica di forze, perché senza potere mediatico è molto difficile fare politica, il rischio della democrazia in Europa è ancora peggiore.

Spagna e Italia sono i confini a Sud dell'Europa, dal Mediterraneo arrivano migliaia di migranti che scappano dalla guerra e dalla fame, è accettabile respingerli in mare e non avere una missione europea di soccorso?

Non è accettabile, è un obbligo giuridico dell'Europa, semplicemente rispettare la legge e garantire i diritti umani. Queste forze di estrema destra hanno provato a deviare l'attenzione come se i problemi sociali dei paesi del Sud Europa, dell'Italia o della Spagna, ci fossero per colpa di queste persone che arrivano perché scappano da condizioni economiche durissime o dalla guerra. E' molto pericoloso, per i diritti umani dei migranti, sei i fascisti vanno al governo.

In Spagna l'estrema destra è rappresentata da Vox, come ha fatto la loro propaganda a fare presa sui cittadini?

Quello che è molto importante da capire è che l'estrema destra in Spagna non è un fenomeno politico, ma un fenomeno mediatico. L'estrema destra in Spagna è presente nei principali media, ed allo stesso tempo nello Stato. Ci sono giudici di Vox, poliziotti di Vox, lavoratori dei pubblici ministeri di Vox. L'estrema destra è un fenomeno di potere in reazione a quello che ha significato in Spagna Podemos e l'esperienza degli indipendentisti catalani, molto ben sostenuto dai grandi media che hanno "normalizzato" il discorso dell'estrema destra in Spagna e allo stesso tempo da settori importanti dello Stato. Nascono da una scissione del Partito Popolare, per questo sono pienamente inseriti nel sistema di potere.

In Italia la sinistra è alleata al Pd, come Verdi e Sinistra Italiana, oppure è alternativa come Unione Popolare, che idea ti sei fatto?

Se io fossi italiano sosterrei Unione Popolare non c'è alcun dubbio. Rispetto le scelte dei compagni che possono decidere diversamente su dove stare, ma secondo me oggi c'è bisogno di una sinistra che faccia cose di sinistra, che dica cose di sinistra. Uno dei problemi che abbiamo in Europa è che quegli spazi progressisti della famiglia socialdemocratica alla fine hanno comprato tutti i consensi liberali che non servono per affrontare una situazione di minaccia della democrazia come quella che stiamo vivendo adesso. La sinistra deve capire che la politica non si fa soltanto nelle piazze o nelle istituzioni di rappresentanza, ma nel terreno della ideologia.

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