Dopo le sollecitazioni arrivate da molti genitori, che avevano chiesto l'ora d’aria quotidiana per i figli minori, costretti a casa per l'emergenza coronavirus, la ministra delle Pari Opportunità e della Famiglia, Elena Bonetti, è intervenuta lunedì scorso su Facebook, spiegando che "La salute è il bene primario che dobbiamo tutelare, per tutti. Anche i bambini e i ragazzi lo stanno imparando nel rispetto delle regole. Con il prolungarsi dell’emergenza dobbiamo però organizzare modi e tempi, limitati, in cui anche a loro sia consentito uscire di casa in piena sicurezza sanitaria. Non sarà facile, chiederà ancora più responsabilità, ma siamo chiamati a prenderci cura dei nostri figli e del loro futuro sotto ogni aspetto".

La questione della cosiddetta ‘ora d'aria' per i bambini sarà affrontata a breve: probabilmente non saranno consentiti gli sport di squadra ma, in modo contingentato, i minori potrebbero accedere a palestre precedentemente sanificate. Questo magari non succerà il giorno dopo la riapertura di alcune attività produttive, ad oggi programmata per il 14 aprile, ma potrebbe avvenire a maggio.

Quello sulle passeggiate genitore-figlio "non è un pasticcio ma un tema di necessità che dobbiamo affrontare", ha detto oggi a Circo Massimo, su Radio Capital, la ministra Bonetti. "I dati giornalieri si riferiscono a comportamenti sociali di due settimane fa. Ogni decisione che prendiamo oggi avrà effetto su due settimane. Per questo diciamo che almeno fino al 13 aprile dobbiamo mantenere in modo rigido le misure. Il 14 aprile non torneremo alla normalità di vita e non lo potremo fare per i prossimi mesi, già oggi però dobbiamo chiederci quali saranno modalità e regole per organizzare la nostra vita".

"Per bambini e giovani la salute psico-fisica è legata anche ad attività relazionali e all'aria aperta – ha sottolineato la ministra -. Il 14 aprile non potremo riaprire i parchi, quindi ci stiamo chiedendo, ed è quello che abbiamo chiesto al comitato tecnico scientifico, quali scelte politiche prendere per tutelare la salute psico-fisica dei bambini e dei ragazzi in questo contesto. Le nostre strutture sociali dovranno essere attrezzate, quindi già oggi dobbiamo pensarci, ma nell'immediato non cambia nulla".

Secondo la ministra "si può immaginare che possano accedere in modo contingentato ad alcuni luoghi, se vengono sanificati, ad esempio le palestre". Quando arriverà il momento della ripresa, "le nostre strutture sociali devono essere attrezzate, e noi dobbiamo dare adesso le indicazioni. Ma nell'immediato non deve cambiare niente di fronte però a un bambino che ha un attacco di panico esasperato in casa, la madre non è fuorilegge se fa scendere il figlio dalla porta di casa".