Nuovo TFR 2026: come funziona l’adesione automatica e cosa fare entro 60 giorni dall’assunzione
Dal 1° luglio 2026 il meccanismo di destinazione del TFR (Trattamento di Fine Rapporto) ha cambiato marcia, riducendo drasticamente i tempi di decisione per i neoassunti. Se in passato chi entrava per la prima volta nel mondo del lavoro privato disponeva infatti di un semestre per valutare la propria posizione, la nuova disciplina fissa ora una finestra temporale di soli 60 giorni dalla data di ingresso in azienda. Lo scettro passa così a un modello di silenzio-assenso accelerato: chi non esprime una preferenza esplicita nei termini previsti viene iscritto d'ufficio alla forma di previdenza integrativa di riferimento.
La prima data chiave nel calendario delle assunzioni
Il 30 agosto 2026 rappresenta il primo traguardo operativo di questo nuovo corso, trattandosi della scadenza esatta dei due mesi per i lavoratori che hanno siglato il primo contratto il 1° luglio. Non si tratta di un termine valido indistintamente per tutti: il conteggio segue una scansione individuale basata sul giorno effettivo di inizio del rapporto di lavoro. Un dipendente assunto il 10 luglio dovrà quindi effettuare le proprie valutazioni entro l'8 settembre, e così via per i contratti stipulati nei mesi successivi.
Le tre opzioni a disposizione del lavoratore
Durante questo intervallo di 60 giorni, la persona assunta conserva il pieno controllo sulla destinazione delle somme e può scegliere tra tre strade distinte:
- Fondo negoziale: Optare espressamente per il fondo pensione di categoria indicato dal contratto collettivo applicabile (CCNL).
- Fondo aperto o PIP: Indirizzare il trattamento verso una forma pensionistica integrativa individuale o di mercato liberamente scelta.
- Mantenimento del regime ordinario: Comunicare formale rinuncia all'adesione automatica, lasciando il TFR in azienda o, per i datori di lavoro sopra i 50 dipendenti, al Fondo di Tesoreria INPS.
Non solo TFR: gli effetti del versamento automatico
L'aspetto più incisivo della riforma riguarda le conseguenze dell'inazione. Far scorrere i 60 giorni senza inviare una comunicazione non comporta infatti il semplice trasferimento del TFR: l'iscrizione automatica attiva di default la contribuzione piena. Questo significa che, insieme al TFR accantonato, scattano automaticamente sia la quota a carico del datore di lavoro sia quella prevista per il dipendente, in base alle aliquote stabilite dal contratto di categoria. Non solo, il meccanismo copre l'intero periodo lavorato. Gli effetti economici retroagiscono infatti fino al giorno dell'assunzione: anche se i primi versamenti operativi partiranno solo dal mese successivo alla scadenza del termine, le somme versate includeranno tutto ciò che è maturato dal primo giorno di lavoro.
Trasparenza e ruolo del datore di lavoro
Per permettere alle nuove risorse di compiere un'scelta consapevole, il datore di lavoro ha l'obbligo di consegnare al momento dell'assunzione una nota informativa dettagliata. Il documento deve chiarire le modalità di funzionamento dei fondi di settore, indicare qual è la forma residuale prevista in assenza di accordi aziendali o nazionali e specificare l'esatta tempistica da rispettare per evitare il silenzio-assenso.