Se i casi di coronavirus dovessero continuare ad aumentare a questo ritmo, già nel fine settimana il governo potrebbe introdurre nuove restrizioni. Del resto, nell'ultima conferenza stampa, presentando le misure anti-contagio introdotte, il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, aveva annunciato che avrebbe dato una settimana di tempo a palestre e piscine per mettersi in regola con tutte le norme di sicurezza: altrimenti sarebbero scattate le chiusure. Ma potrebbero arrivare anche altre restrizioni. Che dovranno essere concordate con le Regioni.

Oltre ai luoghi della movida, finiti al centro di uno scontro tra governo e sindaci, ci potrebbero essere altre chiusure. L'attenzione rimane alta sui trasporti pubblici, ad esempio, per cui si potrebbe decidere di limitare ulteriormente la capienza massima consentita a bordo o di aumentare i mezzi in circolazione in modo da diminuire il carico, specialmente nelle ore di punta. Alcune indiscrezioni giornalistiche parlano di un coprifuoco nazionale alle 23 e di limitazioni per gli spostamenti tra le Regioni, se non per motivi di lavoro o di salute. Per il momento, tuttavia, nulla è confermato e bisognerà attendere i chiarimenti ufficiali da parte delle istituzioni.

Da Palazzo Chigi smentiscono le ipotesi per cui si starebbe andando verso un nuovo Dpcm già nei prossimi giorni, sottolineando che le misure anti-contagio sono sempre vincolate all'andamento della curva epidemiologica. Non si può quindi escludere che nelle prossime settimane vengano adottati nuovi provvedimenti, ma al momento nessuna decisione sarebbe stata presa. Questo nonostante le pressioni che arrivano dagli esperti perché si introducano norme più severe per piegare la curva dei contagi. Ieri Walter Ricciardi, consulente del ministro Roberto Speranza, aveva detto: "Io piscine e palestre le avrei già chiuse". La fondazione Gimbe, da parte sua, aveva sottolineato che le misure introdotte con l'ultimo Dpcm fossero troppo deboli e che, in assenza di interventi più decisi, si sarebbe andati dritti al lockdown.

Anche Speranza avrebbe però confermato che un nuovo Dpcm, per il momento, non è sul tavolo. Allo stesso tempo, pure il ministro sembrerebbe propenso per limitazioni più stringenti: ieri sera, lanciando un appello ai cittadini, aveva chiesto: "Uscite di casa solo se è indispensabile". Il ministro per gli Affari Regionali, Francesco Boccia, invece chiarisce che il governo si sta confrontando in queste ore con le Regioni, ma che "del resto non si è ancora parlato". Per ora resta in mano ai governatori la possibilità di introdurre misure più restrittive e il governo continua a collaborare con le Regioni per coordinare l'attuazione di provvedimenti specifici, più severi, per quei territori dove la situazione è più critica.