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“Non si dice dispenser ma dispensatore, parliamo italiano”: la battaglia della destra alla Camera

Il vicepresidente della Camera Rampelli, di Fratelli d’Italia, dice che bisogna “parlare in italiano” e che il “dispenser con il liquido per le mani” va chiamato “dispensatore”.
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A cura di Tommaso Coluzzi
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La destra riparte dalla lingua. La battaglia di Fratelli d'Italia, in verità, non si è mai interrotta, ma se ne sta tornando a parlare per via di una correzione fatta in Aula da Fabio Rampelli – cofondatore del partito e confermato alla vicepresidenza della Camera – che se l'è presa col dispenser del liquido igienizzante, che va utilizzato per sanificare le mani dopo aver impugnato le matite per votare. "Alla Camera dei deputati italiana si parla italiano – ha tuonato poi Rampelli su Twitter, pubblicato il video dell'accaduto – Prosegue la battaglia sull'utilizzo della nostra lingua al posto dell'inglese". E ha insistito: "Non si capisce perché il dispensatore di liquido igienizzante per le mani debba essere chiamato dispenser".

Durante la procedura per l'elezione di due segretari di presidenza alla Camera, Rampelli ha letto: "Invito i deputati a sanificare le mani utilizzando gli appositi dispenser prima di ricevere la scheda di votazione, a prelevare una matita dall'apposito contenitore posto all'entrata della cabina e a riporla nel contenitore sito all'uscita della cabina". Poi, però, ci ha tenuto a precisare: "Per dispenser si intende dispensatore". E infine ha ripreso: "Invito i deputati segretari a procedere alla prima chiama".

La battaglia di Fratelli d'Italia sulla lingua – insieme a tutta un'altra serie di prese di posizione ideologiche su temi che riguardano la cultura – non è certo una novità. Riascoltando il discorso di Giorgia Meloni alla Camera, con cui ha chiesto la fiducia pochi giorni fa per il suo nuovo governo, non è sfuggito ai più che la presidente del Consiglio pronuncia una sola parola in inglese: è quell'underdog, che significa sfavorito o perdente, da cui poi è partita la dura discussione con il deputato Soumahoro. Per il resto Meloni non ha ceduto mai.

Se Fratelli d'Italia ha messo da anni tra le priorità questa battaglia identitaria, però, non se ne è parlato solo per questo motivo negli ultimi mesi: anche Mario Draghi ha fatto capire più volte, ma sempre con ironia, di non gradire particolarmente gli inglesismi. Tanto che lui stesso si è impegnato a usarne meno possibile. "Chissà perché dobbiamo sempre usare tutte queste parole inglesi…", ha scherzato interrompendo il suo discorso un anno e mezzo fa al centro vaccinale anti-Covid di Fiumicino. Insomma, la destra insiste sul dispensatore, ma non è sola in questa battaglia.

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