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Nessuna proroga del mercato tutelato: cosa c’è nel nuovo decreto Energia approvato dal governo

Nel decreto Energia appena approvato dal Consiglio dei ministri non c’è la proroga del mercato tutelato, come del resto aveva già annunciato settimane fa il ministro dell’Ambi.
A cura di Annalisa Girardi
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Il governo approva il nuovo decreto Energia, un provvedimento sulla promozione delle fonti rinnovabili e sul sostegno alle imprese energivore che però, come del resto già preannunciato dal ministro dell'Ambiente, non contiene la proroga del mercato tutelato. Il Consiglio dei ministri si è riunito oggi per esaminare il nuovo pacchetto in materia energetica dopo diversi rinvii: il nodo più delicato riguardava proprio la proroga del mercato tutelato, in scadenza a gennaio 2024. Gilberto Pichetto Fratin aveva già parlato di un piano del governo per una transizione al mercato libero, ma non sono ancora chiare le dinamiche con cui avverrà questo passaggio.

Nessuna proroga del mercato tutelato dell'energia

Una proroga non sarebbe possibile in quanto non prevista dagli impegni presi con l'Unione europea, che riguardano anche il Pnrr. Il governo, però, starebbe appunto pensato a una transizione per gradi per tutti gli utenti interessati, che supererebbero quota cinque milioni.

A riguardo sono già arrivate le critiche dall'opposizione: "Famiglie e imprese si preparino al salasso voluto da una destra pericolosa e irresponsabile. Il Cdm ha appena rifiutato di prorogare il mercato tutelato dell'energia elettrica e del gas. Milioni di utenti vengono così gettati nel caos dei mercati internazionali", ha commentato la capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra alla Camera, Luana Zanella.

Le misure del nuovo dl Energia

Per quanto riguarda le misure presenti nel provvedimento, invece, tra queste ce n'è anche una sulla promozione delle fonti rinnovabili, soprattutto per quanto riguarda i settori energivori a rischio delocalizzazione. "In piena coerenza con il nostro Piano Nazionale Integrato Energia e Clima sosteniamo quei settori produttivi impegnati nel percorso di decarbonizzazione, fornendo ad esempio importanti risposte per migliaia di imprese a forte consumo di energia elettrica e gas. Vogliamo accelerare lo sviluppo delle rinnovabili verso gli obiettivi 2030  spingendo le Regioni a realizzare impianti fotovoltaici con un fondo per opere compensative", ha sottolineato Pichetto Fratin in una nota.

In cui ha poi annunciato l'avvio di un polo per l'eolico off-shore nel Mezzogiorno: "Approviamo inoltre una norma per considerare di pubblica utilità, indifferibili e urgenti, le opere per la costruzione e l'esercizio di terminali di rigassificazione di gas naturale liquido on-shore, nonché le infrastrutture connesse: una norma importante per impianti come Porto Empedocle e Gioia Tauro. Rafforziamo inoltre la sfida sul geotermoelettrico e sul bioetanolo, come anche sull'eolico galleggiante e sul teleriscaldamento, tutte filiere innovative necessarie per il futuro

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