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30 Dicembre 2014
15:17

“Nel 2015 una vera e propria stangata per gli italiani: in arrivo 12 aumenti di tasse”

È il centro studi della Cgia di Mestre a fare il punto sulle nuove tasse e sugli aumenti che riguarderanno gli italiani.
A cura di Redazione
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È ancora una volta la Cgia di Mestre ad analizzare come cambierà la situazione fiscale per gli italiani e quali saranno i cambiamenti più rilevanti per quel che concerne le tasse, vecchie e nuove. Nell’analisi della Cgia, come spiega il segretario Bortolussi, i più penalizzati saranno “ in particolar modo gli automobilisti e tutte le categorie professionali che utilizzano quotidianamente un’auto o un camion, come i taxisti, gli agenti di commercio, gli autonoleggiatori o gli autotrasportatori […] Ma coloro che subiranno gli aumenti più preoccupanti saranno le partite Iva iscritte alla sezione separata dell’Inps. Per questi freelance l’aliquota passerà dal 27,72 al 30,72 per cento”.

Nello specifico, la Cgia mette nero su bianco le 12 voci che saranno interessate da aumenti del carico fiscale nel 2015:

  1. acqua potabile;
  2. benzina e gasolio per autotrazione;
  3. multe per violazione del codice della strada;
  4. tasse automobilistiche dovute anche per gli autoveicoli e motoveicoli ultraventennali di particolare interesse storico e collezionistico;
  5. pedaggi autostradali;
  6. contributi previdenziali per artigiani e commercianti;
  7. contributi previdenziali gestione separata Inps;
  8. birra e prodotti alcolici
  9. tassazione dei fondi pensione;
  10. tassazione sulla rivalutazione del Tfr;
  11. riduzione esenzioni sui capitali percepiti in caso di morte in presenza di assicurazione sulla vita;
  12. Iva per l’acquisto del pellet.

Una situazione che, unitamente ai bassi livelli di crescita, finirà per penalizzare ulteriormente le famiglie e le imprese già duramente colpite dalla crisi. Certo, chiosa Bortolussi, “le decisioni economiche prese in questi ultimi mesi vanno nella direzione giusta” ma risultano “ancora troppo timide” e non in grado di incidere su quello che è il vero punto dolente del sistema Italia: la disoccupazione vicina al 13 percento.

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