Foto: Twitter–Sea Watch3
in foto: Foto: Twitter–Sea Watch3

“Il comportamento violento e sconsiderato della Guardia costiera libica ha causato la morte di almeno cinque persone nel Mediterraneo centrale”, tra cui quella di un neonato. La denuncia arriva dall’Ong Sea Watch che proprio di recente ha firmato il codice di condotta voluto dal ministero dell’Interno italiano per le operazioni di salvataggio di migranti nel Mediterraneo. Un altro bambino è disperso, mentre 58 persone sono state messe in salvo, secondo quanto riportato dall’Ong.

“Il personale della Sea Watch 3 – comunica l’Ong – è stato chiamato per la sua prima missione di salvataggio dal centro di coordinamento della Marina italiana. Un elicottero della Marina italiana è dovuto intervenire per evitare la morte di altre persone: 58 migranti sono ora in salvo a bordo della Sea Watch 3. Nonostante gli sforzi, il nostro team medico non è riuscito a rianimare un bambino”.

Sea Watch accusa la Guardia costiera libica, rea di aver “costretto alcuni passeggeri a salire sulla loro imbarcazione per portarli indietro in Libia. Interferendo con le operazioni di salvataggio, i libici hanno chiaramente violato la legge internazionale. L’incidente è avvenuto nelle acque internazionali, fuori dalle acque libiche”. L’Ong racconta altri dettagli dell’operazione, spiegando che la Guardia costiera libica è arrivata insieme alla loro imbarcazione, avvicinandosi a “velocità inappropriata” alla stessa Sea Watch 3. I libici avrebbero “minacciato i migranti” causando il “panico” di coloro che erano a bordo del barcone. A quel punto alcuni migranti sarebbero caduti in mare.

“Queste morti possono essere attribuite alla Guardia costiera libica che hanno ostacolato un'operazione di salvataggio sicuro con il loro comportamento brutale”, è l’accusa del capo della missione di Sea Watch 3, Johannes Bayer. Che ha aggiunto:

Probabilmente nessuno sarebbe morto oggi se avessimo avuto la possibilità di operare in maniera ragionevole. Invece di coordinare le operazioni di salvataggio con le imbarcazioni presenti come una barca della marina francese, i libici hanno tentato di portare indietro in Libia più persone possibili, accettando la perdita di alcune vite. Queste morti devono essere attribuite alla Guardia costiera libica che ha ostacolato una salvataggio sicuro con i loro comportamenti brutali. La responsabilità è dell’Ue che finanzia queste milizie. I governi europei dovrebbero trarre le conclusioni dopo questo incidente e fermare la collaborazione con la Guardia costiera libica.