Sono arrivati da soli, sfuggendo a tutti i controlli. Così 48 migranti sono sbarcati a Lampedusa a bordo di un’imbarcazione che, secondo quanto racconta chi stava sul gommone, portava anche altre persone che sono però cadute in mare. Con una vera e propria tragedia: tra le persone cadute in mare ci sono anche un bimbo di soli cinque mesi, oltre a un ragazzo di 30 anni. Ma ancora non si sa quante fossero le persone a bordo finite in mare e probabilmente mai soccorse. Sulla base delle testimonianze si è riuscito a capire che i migranti sono partiti due giorni fa dalla Libia, ma la dinamica del loro viaggio è ancora poco chiara. Il loro è stato uno sbarco autonomo: sono arrivati da soli a Lampedusa. A sbarcare sono 27 donne (di cui tre incinte), 15 uomini e sei bambini. Vengono quasi tutti da Costa d’Avorio e Mali.

Non si sa bene quante persone sarebbero cadute in mare, ma sicuramente tra di loro c’è il bimbo piccolo, di soli cinque mesi. Nessun controllo è riuscito a individuare l’imbarcazione in mare prima che approdasse a Lampedusa. Poi i migranti hanno raccontato ai soccorritori dell’incidente – così viene definito – avvenuto in mare e che ha causato la morte di alcune persone. I soccorsi sono avvenuti a Lampedusa e il personale sull’isola ha potuto constatare che le persone arrivate nel porto erano disidratate e intossicate dai fumi del motore della barca.

I migranti sono stati assistiti anche dai volontari di Mediterranean Hope, che hanno chiesto al governo di concedere l’autorizzazione allo sbarco per i 121 migranti tutt’ora a bordo della Ong spagnola Open Arms, che negli scorsi giorni ha soccorsi le persone a bordo di due diversi barconi in due differenti naufragi avvenuti nel Mediterraneo. Ora i migranti sono sulla Open Arms da quattro giorni, mentre tre donne sono state evacuate perché in gravidanza. Adesso la nave spagnola attende indicazioni per poter sbarcare, ma nessuno – per il momento – ha indicato un porto in cui poter approdare: né l’Italia né Malta.