La nave dell'organizzazione umanitaria spagnola Proactiva Open Arms è da sei giorni nel Mediterraneo, davanti a Lampedusa. Ieri l'imbarcazione con 121 persone a bordo non ha ricevuto l'autorizzazione allo sbarco da parte di Malta. "Sono passati 6 giorni senza risposte, senza un porto, senza che alle persone a bordo venga riconosciuta la loro dignità. Non ci riconosciamo in questa Europa, nei suoi stati codardi, nella sua politica vuota. La lotta per i loro diritti è anche quella per i nostri. Aiutateci", ha scritto l'ong sul suo profilo Twitter.

Il ministro degli Interni Matteo Salvini ha minacciato il sequestro: "La Open Arms è da sei giorni nel Mediterraneo e ora minaccia di entrare in Italia. Avrebbe avuto tutto il tempo per raggiungere la Spagna, il Paese della ong, che ha dato la bandiera alla nave e dove alcuni sindaci si sono esposti a favore dell’accoglienza. Ma forse questi signori vogliono fare solo una provocazione politica: evidentemente la vita delle persone a bordo non è la loro vera priorità, ma vogliono a tutti i costi trasferire dei clandestini nel nostro Paese. Si ricordi, la Open Arms, che per lei le acque territoriali italiane sono chiuse e siamo pronti a sequestrare la nave".

Open Arms ha annunciato che se la situazione a bordo dovesse peggiorare e se ci fossero "problemi seri" per i 121 migranti a bordo, entrerà in acque italiane. Subito dopo ha annunciato un ricorso al tribunale dei minori di Palermo affinché intervenga disponendo lo sbarco dei 32 minorenni.

Intanto dall'Europa hanno fatto sapere di non aver ricevuto alcuna richiesta di collaborazione. "Non abbiamo ancora ricevuto richieste di coordinamento per il caso della Open arms", ha detto un portavoce dell'Esecutivo comunitario. "La Commissione europea – ha aggiunto ricorda il portavoce – non ha competenza sulle operazioni di ricerca e salvataggio, o sui porti di sbarco. Ma questo episodio dimostra ancora una volta l'urgente necessità di un meccanismo prevedibile e sostenibile" per il Mediterraneo. Intanto, Cipro ha scritto una lettera a Bruxelles chiedendo il ricollocamento di 5mila migranti arrivati sul suo territorio. La Commissione "sta analizzando il documento", ed è "pronta ad accrescere il suo sostegno".