A Lampedusa doveva essere il giorno del cordoglio, ma è il giorno della vergogna. A ricordarlo è l'organizzazione umanitaria Sea Watch, che oggi è presente sull'isola siciliana per partecipare al funerale delle tredici donne che hanno perso la vita nel naufragio avvenuto domenica notte. I loro corpi sono stati ritrovati al largo di Lampedusa dopo il naufragioLa più piccola delle vittime identificate aveva solo 12 anni. Le esequie saranno celebrate oggi presso la ‘Casa della Fraternità' dal parroco di Lampedusa, don Carmelo La Magra. Ma non sarà presente nessun rappresentante delle autorità. Come se questo non fosse un momento di dolore da condividere con la comunità di Lampedusa. Come se il rispetto per quei morti e per il dolore di quei 22 sopravvissuti non passasse anche dal presenziare a questa cerimonia, per dare l'ultimo saluto a queste 13 salme.

"Sea Watch era presente sull'isola per le commemorazioni del 3 ottobre. Siamo rimasti perché è successa un'altra tragedia. Siamo rimasti perché non è venuto nessun altro. Ieri abbiamo assistito alla chiusura delle bare insieme alle forze dell'ordine di Lampedusa che da anni lavorano con uomini e mezzi insufficienti". Giorgia Linardi, portavoce della ong, punta il dito contro le istituzioni, assenti durante le celebrazioni per le vittime.

"In sei anni dalle stragi del 3 e dell'11 ottobre non è stato fatto nulla per creare della alternative sicure e legali all'immigrazione – ha denunciato la portavoce dell'organizzazione – L'unica cosa che è stata fatta è portare avanti una strategia del contenimento e svuotare completamente il Mediterraneo di navi. L'unica missione europea presente nel Mediterraneo in questo momento lavora solo con assetti aerei", ha detto riferendosi alla missione Sophia, prorogata per altri sei mesi, ma sempre senza mezzi navali.

"A Lampedusa sono finite le bare. È morta una persona dell'isola, si era preoccupati che non vi fosse la bara. Ci si sta preoccupando di trovare i fiori per il funerale di questo pomeriggio delle 13 salme presenti". Una cerimonia "cui parteciperanno anche i sopravvissuti. Noi saremo qui ci stringeremo tutti mentre attorno c'è solo silenzio e indifferenza. Ed è una cosa vergognosa", ha detto ancora Linardi.

Sea Watch aveva denunciato l'indifferenza delle istituzioni anche con un tweet: "Dove siete tutti. Nessuno è venuto a poggiare un fiore sulle bare delle 13 donne, a guardare in faccia i sopravvissuti, a sostenere i soccorritori. Una tragedia avvolta nell'indifferenza delle istituzioni. Con Mediterranean Hope saremo ai funerali per esprimere la nostra vicinanza".

Sulla tragedia di domenica intanto emergono particolati terrificanti: un sopravvissuto ha raccontato di aver recuperato un bambino di pochi mesi, ma mentre veniva da una persona che stava per annegare, ha perso la presa vedendo scomparire il neonato tra le onde. Anche sul numero dei dispersi non c'è certezza: i sopravvissuti hanno fornito dati discordanti sul numero totale dei migranti a bordo dell'imbarcazione, qualcuno parla di 55, altri di 60 e c'è chi addirittura ha contato 70 persone. "In questo momento le ricerche proseguono solo per via aerea, le condizioni del mare non permettono l'impegno delle unità navali. Noi stiamo supportando i sopravvissuti, siamo stati presenti alle identificazioni, è stato un momento davvero straziante: i familiari delle vittime hanno provato a riconoscere i volti dei loro familiari, ma non tutti sono riusciti a terminare il giro", ha detto Alberto Mallardo di Mediterranean Hope.