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Emergenza immigrazione
12 Giugno 2018
17:06

Migranti, naufragio a largo della Libia. L’Ong Sea-Watch: “Recuperati 12 cadaveri”

L’Ong Sea-Watch avvisa di essere stata chiamata per prestare assistenza al largo della Libia a causa di un naufragio: sono state messe in salvo 41 persone, ma sono stati recuperati anche 12 cadaveri. A dare l’allarme una nave della Marina statunitense che ha chiesto assistenza all’Ong per poter soccorrere i migranti.
A cura di Stefano Rizzuti
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Foto d’archivio
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Mentre continua l’odissea della nave Aquarius che presto partirà in direzione di Valencia, un’altra Ong, la Sea Watch, segnala un naufragio di migranti avvenuto a 20 miglia dalle coste della Libia. La notizia viene lanciata su Twitter dalla stessa Ong, spiegando che una nave che si trovava davanti alla Libia si sta dirigendo nella zona. Il naufragio è stato segnalato alla Sea Watch “da un assetto della marina statunitense, che ha tratto in salvo dall’acqua 41 persone”, confermando che ci sono 12 cadaveri. L’imbarcazione della Sea-Watch si sta quindi dirigendo verso la zona in cui è avvenuto il naufragio.

La nave della Marina statunitense Trenton ha chiamato l’Ong tedesca che abitualmente opera nella zona al largo della costa libica per avvertirla del naufragio e per chiedere assistenza, come spiega la Reuters, citando un portavoce della Sea-Watch. Ruben Neugebauer, portavoce della Ong che opera con una imbarcazione battente bandiera olandese, ha spiegato che la barca era sulla rotta della Trenton. Non ci sono notizie del numero di persone che erano a bordo della nave al momento del naufragio. “Questo dimostra cosa accade quando non ci sono abbastanza mezzi disponibili per il salvataggio in mare”, spiega il portavoce alla Reuters. Il riferimento è alla nave Aquarius che per giorni sarà impegnata nel trasferimento di 629 migranti fino a Valencia, senza poter approdare nel porto più vicino.

Questo naufragio – continua ancora Neugebauer – mostra che siamo necessari”. Il portavoce della Ong sottolinea anche che l’imbarcazione statunitense ha chiamato la Sea-Watch, probabilmente perché “non c’era nessun altro nelle vicinanze. Siamo gli unici disponibili al momento”. Finora non sono arrivati commenti e conferme da parte della Marina statunitense.

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