"L'Italia ha rialzato la testa, non prende ordini e non fa la dama di compagnia: se Macron vuole discutere di immigrati venga pure a Roma". Con queste parole il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, risponde all'attacco del presidente francese Emmanuel Macron, che lo aveva accusato di disertare la riunione informale di Parigi in tema immigrazione. L'incontro si proponeva di lavorare ad un "meccanismo di solidarietà" con cui dividere le persone soccorse in mare fra diversi Paesi dell'Unione europea, ma riaffermava il principio di sbarco nel porto più vicino.

A Parigi, Macron ha sottolineato l'importanza di "rispettare le regone umanitarie e del diritto marittimo internazionale" per cui, lasciando le acque territoriali libiche con rifugiati a bordo, ogni imbarcazione deve essere accolta nel porto più vicino. "È una necessità giuridica e pratica", ha proseguito il presidente francese, difendendo il principio per cui non si deve mettere a rischio la salute tanto fisica quanto psicologica di persone vulnerabili. "L'impegno della Francia è totale per proseguire una politica efficace e che risponda ai nostri principi. Non dobbiamo lasciar montare populismi da nessuna parte".

Macron ha poi preso atto dell'assenza di Matteo Salvini, dicendosi dispiaciuto per la decisione del titolare del Viminale di disertare la riunione e sottolineando che l'unica via possibile è quella della cooperazione. Parole di richiamo alla "responsabilità" e alla "solidarietà" che non sono piaciute a Matteo Salvini, che ha definito l'incontro di Parigi "un errore di forma e di sostanza". Il leader del Carroccio ha anche indicato che molti altri ministri europei erano assenti al vertice " voluto da francesi e da tedeschi".

La lettera di Salvini a Castaner

Ieri Salvini aveva scritto una lettera al suo omologo francese Christophe Castaner, in cui affermava che l'Italia non fosse più il campo profughi dell'Ue: "L'Italia non è più disposta ad accogliere tutti gli immigrati in arrivo in Europa. Francia e Germania non possono decidere le politiche migratorie ignorando le richieste dei Paesi più esposti come noi e Malta. Intendiamo farci rispettare e ribadire che non siamo più il campo profughi di Bruxelles, Parigi e Berlino. L'ho spiegato a Helsinki e l'ho messo nero su bianco al mio omologo francese Castaner. L'Italia ha rialzato la testa".