La Corte dei conti europea ha chiesto maggiore sostegno dall'Unione europea a Italia e Grecia per la gestione dei flussi migratori. A comunicarlo è la radio tedesca Deutschlandfunk. Le condizioni dei centri di accoglienza nelle isole greche sono "catastrofiche", le procedure di richiesta di asilo "troppo lunghe" e i meccanismi di "rimpatrio dei profughi che non hanno diritto alla protezione internazionale non sono sufficienti": come non lo sono i processi di redistribuzione dei migranti nei vari Stati membri della comunità europea che attraversano il Mediterraneo giungendo alle coste italiane e greche.

Per questi motivi la Corte dei conti europea, che si occupa di esaminare tutte le entrate e le uscite dell'Unione e dei suoi vari organi, ha chiesto a Bruxelles di appoggiare in maniera più consistente Italia e Grecia nella gestione dell'immigrazione. In particolare, per quanto riguarda le procedure di asilo e i rimpatri.

L'incontro Conte – Merkel

Lunedì il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha incontrato la cancelliera tedesca Angela Merkel: un colloquio che ha visto la crisi migratoria fra i temi centrali. Conte ha infatti affermato: "Voglio ringraziare il governo tedesco perché in materia di migrazioni non ha mai fatto mancare il suo appoggio. Un Paese in prima linea con un ruolo propositivo anche sull'accordo di Malta. Italia e Germania sono i Paesi che stanno lavorando più convintamente perché l'accordo Malta sia condiviso in maniera ampia".

Una posizione ripresa anche dalla cancelliera Merkel, che a sua volta ha sottolineato: "Sono molto lieta che la nuova presidente della Commissione europea abbia già stabilito che si occuperà fortemente dell'immigrazione e della ripartizione equa delle responsabilità tra gli Stati. Trovo giusto che i rappresentanti francesi italiani e tedeschi a Malta abbiano compiuto un primo passo per invitare altri Paesi ad aggiungersi, almeno tra quelli volenterosi. È un messaggio positivo ma resta ancora molto da fare per giungere a una giusta equazione dei compiti in Europa".

Il fondo europeo per l'immigrazione

Come spiega il sito del ministero dell'interno, per quanto riguarda il Fondo asilo migrazione e integrazione (Fami) 2014-2020, "la dotazione originaria prevista per l’Italia era pari ad € 310.355.777,00. Attualmente le risorse complessive, riferite all’ultima versione approvata del PN, ammontano a € 394.185.470,00 di quota comunitaria, cui si aggiunge una pari somma di risorse nazionali".

Il Fami è uno "strumento finanziario istituito con Regolamento UE n. 516/2014 con l’obiettivo di promuovere una gestione integrata dei flussi migratori sostenendo tutti gli aspetti del fenomeno: asilo, integrazione e rimpatrio", e viene offerto agli Stati membri con lo scopo di "rafforzare e sviluppare tutti gli aspetti del sistema europeo comune di asilo, sostenere la migrazione legale verso gli Stati membri in funzione del loro fabbisogno economico ed occupazionale e promuovere l’effettiva integrazione dei cittadini di Paesi terzi nelle società ospitanti e promuovere strategie di rimpatrio eque ed efficaci negli Stati membri, che contribuiscano a contrastare l’immigrazione illegale". Infine, ultimo obiettivo del sostegno economico è proprio quello di "migliorare la solidarietà e la ripartizione delle responsabilità fra gli Stati membri, specie quelli più esposti ai flussi migratori e di richiedenti asilo, anche attraverso la cooperazione pratica".

A questo link è possibile consultare tutti i progetti italiani che hanno usufruito del fondo, a quanto ammonta la cifra destinata, lo scopo dell'iniziativa e il suo status attuale: https://www.interno.gov.it/sites/default/files/allegati/fami_db_da_pubblicare_rev.31.05.2019.pdf.