Un altro corpo senza vita del Mediterraneo. "Anche oggi Moonbird ha avvistato un corpo senza vita che sembra essere in acqua da diversi giorni. Abbiamo contattato le autorità di Libia, Malta e Italia chiedendo il recupero e l'identificazione". È quanto denuncia l'ong Sea Watch sul suo profilo Twitter.

"Stiamo sorvolando un cimitero", ha commentato il capo missione Tamino Böhm. L'organizzazione umanitaria aveva già diffuso il 30 giugno scorso una foto che ritraeva il corpo senza vita di un migrante, avvistato più volte dall'aereo della Ong Seabird, nella totale indifferenza delle autorità europee. L'uomo potrebbe essere rimasto coinvolto in uno dei naufragi avvenuti tra il 29 e il 30 giugno davanti alle coste libiche In quei due giorni furono messe in campo diverse operazioni di salvataggio, con decine di persone soccorse dalla Mare Jonio di Mediterranea Saving Humans. Oggi quella tragedia si ripropone davanti ai nostri occhi.

"Sea-Watch ha avvistato un altro corpo senza vita, in mare da giorni – ha scritto sui social il deputato Erasmo Palazzotto – Del primo, in balia delle correnti da settimane, non sappiamo niente. Ricorderete questa foto, drammatica. Abbiamo trasformato il Mediterraneo in un cimitero a cielo aperto. Letteralmente. Non dovremmo dormirci la notte".

Gommone con 120 persone in difficoltà nel Mediterraneo

Lo stesso aereo di Sea Watch ha avvistato, circa un'ora fa, 120 persone in difficoltà a 50nm da Zliten, in Libia. "Al momento nessuno ha risposto ai nostri Mayday Relay. Il gommone è alla deriva e il tubolare sinistro si sta sgonfiando. Necessita soccorso immediato", ha twittato ancora l'ong.

Intanto non si fermano gli sbarchi a Lampedusa: altri quattro barconi di migranti sono giunti a Lampedusa, dopo i sei approdati all'alba. Settantuno tunisini, che si aggiungono ai 102 arrivati alle prime luci del giorno, sono stati trasbordati su una motovedetta della Guardia Costiera che è già arrivata al molo Favarolo. Ultimati i primi controlli sanitari i migranti sono stati trasportati all'hotspot dell'isola dove sono presenti al momento oltre 200 persone a fronte di una capienza di 95.

E ancora 19 persone dall'Algeria sono arrivate questa mattina sulle coste del Sulcis, in Sardegna. Lo sbarco è avvenuto intorno alle 6: un'imbarcazione lunga circa 6 metri, partita ieri sera dalle coste dell'Africa, è stata avvistata in mare da un peschereccio che ha subito avvertito la capitaneria di porto.

Sul posto è arrivato un guardacoste del Reparto aeronavale della Guardia di finanza di Cagliari, che ha individuato un gruppo di 19 migranti mentre si accingeva a sbarcare vicino a capo Teulada, in località ‘Cala Su Truccu', in una zona difficile da raggiungere da soccorsi via terra. I finanzieri hanno scortato il barchino fino al porto di Sant'Antioco, da dove i 19 algerini sono stati trasferiti nel centro di prima accoglienza di Monastir (Cagliari). Le condizioni meteomarine favorevoli dei prossimi giorni potrebbero favorire nuovi arrivi.