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3 Marzo 2021
09:40

Migranti, assegnato il porto di Augusta alla Sea Watch 3: aveva salvato 363 persone nel Mediterraneo

“Dopo un viaggio lungo e pericoloso le 363 persone che abbiamo soccorso potranno finalmente sbarcare in un porto sicuro”: la Ong Sea Watch annuncia così che le autorità italiane hanno assegnato un porto alla loro nave umanitaria, che nei giorni scorsi aveva soccorso ben 363 migranti nel Mediterraneo in cinque diverse operazioni di salvataggio.
A cura di Annalisa Girardi
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Foto di repertorio
Foto di repertorio

La nave umanitaria Sea Watch 3 è diretta verso Augusta, dopo che le autorità le hanno assegnato il porto della città siciliana. "Dopo un viaggio lungo e pericoloso le 363 persone che abbiamo soccorso potranno finalmente sbarcare in un porto sicuro", hanno scritto gli attivisti su Twitter, comunicando che l'arrivo è previsto per questo pomeriggio. Nei giorni scorsi la nave della Ong tedesca Sea Eye aveva soccorso in mare ben 363 persone in diverse operazioni: "Sono esauste e hanno bisogno di sbarcare al più presto. Abbiamo chiesto a Italia e Malta l'assegnazione di un porto sicuro, ma non abbiamo ancora ricevuto risposta", scriveva l'organizzazione qualche giorno fa. A bordo anche diversi minori non accompagnati e alcune donne incinte.

La Sea Watch 3 aveva soccorso centinaia di persone che viaggiavano a bordo di 5 diverse imbarcazioni dallo scorso 26 febbraio. Gli attivisti si erano poi impegnati in una sesta operazione in cui avevano prestato assistenza a 90 persone, fornendo loro delle zattere di salvataggio, prima che arrivasse la Guardia costiera italiana e le portasse a Lampedusa. A bordo della Sea Watch, infatti, non ci sarebbe stato posto per loro. "La Sea Watch 3 ha soccorso 5 imbarcazioni e assistito una sesta. A bordo 363 persone scampate alla morte in Libia e al mare. Un terzo sono minori. Un’altra notte in mare, in balia delle onde e del freddo, non è ciò di cui hanno bisogno. Devono sbarcare. Subito", avevano poi aggiunto gli attivisti.

Intanto il leader della Lega, Matteo Salvini, torna a spingere il governo per una diversa gestione dei flussi migratori: "Come si è cambiata strategia sull'emergenza sanitaria e il piano dei vaccini, con la Lega al governo occorrerà cambiare la strategia anche su porti aperti e porti spalancati", aveva detto intervenendo a Quarta Repubblica. Il tema continua a dividere il governo e intanto alla Camera, in commissione Esteri, è stato votato un emendamento allo statuto istitutivo della corte penale internazionale per cui bloccare una nave internazionale (come una nave umanitaria che ha soccorso migranti in difficoltà nel Mediterraneo) è considerato un reato.

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