Il sindaco di Lampedusa, Totò Martello, annuncia di aver dichiarato lo stato d’emergenza per la situazione nell’isola dopo gli sbarchi di migranti negli ultimi giorni. “È una situazione ormai ingestibile. Se il governo non proclamerà lo Stato di emergenza per Lampedusa lo farò io”, annuncia. Spiegando che “l’hotspot non è più in grado di accogliere migranti, la responsabilità di questa emergenza non può ricadere sul sindaco, sull'amministrazione comunale e sui lampedusani”. Nelle ultime ore sono avvenuti tre nuovi sbarchi e nell’hotspot si trovano più di mille migranti, dieci volte la capienza massima del centro. “Oggi non ci saranno trasferimenti in traghetto verso Porto Empedocle e intanto i barchini provenienti dalla Tunisia stanno continuando ad approdare sull'isola”, prosegue. Poi all’Adnkronos conferma: “Ho dichiarato lo stato di emergenza”.

Migranti, la situazione a Lampedusa

Nella notte sono stati bloccati sette barchini nelle acque antistanti a Lampedusa: a bordo si trovavano, in totale, 203 migranti. Al momento sull’isola si trovano 1.027 migranti e gli ultimi arrivati non sono neanche stati portati all’hotspot, troppo pieno per accoglierli. Il sovraffollamento nella struttura comporta una serie di problemi, a partire dalla difficoltà a procedere all’identificazione di chi è sbarcato. Nella notte la motovedetta della Guardia costiera ha avvistato una serie di barchini e i migranti sono tutt’ora sul molo, in attesa di capire dove verranno inviati.

Il sindaco di Lampedusa contro Salvini

Intanto il sindaco di Lampedusa risponde al leader della Lega, Matteo Salvini, che negli scorsi giorni è stato sull’isola: “L’onorevole Salvini continua a comportarsi da mentitore seriale, sostenendo che quando lui era ministro ‘non c'erano più sbarchi': nulla di più falso. Quando Salvini era ministro gli sbarchi a Lampedusa sono sempre proseguiti, basterebbe leggere i report del ministero degli Interni per verificare quello che sto affermando. Se Salvini fosse venuto a Lampedusa in quel periodo, quando da sindaco ho più volte chiesto una interlocuzione istituzionale con il ministero che allora guidava, senza mai avere risposta, avrebbe visto con i suoi occhi le imbarcazioni dei migranti entrare in porto. Forse allora non è venuto a Lampedusa proprio per questo motivo, per non dovere ammettere la realtà e continuare a negare l'evidenza. È venuto adesso per pura propaganda politica, comportandosi come un pericoloso ‘giullare di piazza' che fomenta odio e rabbia”.