"La riforma presidenziale o l’introduzione del premierato, storiche battaglie della destra, sono temi troppo seri per essere utilizzati come biechi strumenti di manovre politiche e di Palazzo come sta facendo Renzi con il suo ben poco credibile appello": queste le parole della leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, dopo le dichiarazioni di Matteo Renzi ieri sera a Porta a Porta. In una nota, la deputata romana ha aggiunto che il suo partito "realizzerà l’elezione diretta del capo dello Stato e un modello istituzionale che garantisca la stabilità di governo grazie al mandato che, insieme al centrodestra, riceverà dal popolo italiano".

E lancia quindi un appello contro il governo: "Si chiuda al più presto questa legislatura che sta assumendo tratti grotteschi, e si consenta agli italiani di dire la loro anche su temi così importanti. Per il resto, se Renzi non cambia nuovamente idea, sabato può venire a uno dei 1000 banchetti allestiti da Fratelli d’Italia su tutto il territorio nazionale a firmare la nostra proposta d’iniziativa popolare sull'elezione diretta".

Il leader di Italia Viva ieri ha avanzato anche un affondo diretto al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, proponendo anche l'elezione diretta del premier, attraverso una riforma costituzionale. Una misura definita da Renzi come "il sindaco d'Italia". Che ha chiamato in causa tutte le maggiori forze politiche in Parlamento: "Non credo neppure che in questa fase politica si vada avanti con questi equilibri. È maturo il tempo di dire che così non si va avanti. Io faccio un appello a tutte le forze politiche a Zingaretti, DI Maio, Crimi, Conte, Salvini, Meloni e Berlusconi. A tutti. Siccome così non si va avanti portiamo l'unico modello istituzionale che funziona, quello dei sindaci, a livello nazionale. Per me la soluzione è l’elezione diretta del presidente del Consiglio. La propongo con molta umiltà"

Renzi lancerà quindi una raccolta firme affinché la sua mozione possa concretizzarsi, arrivando così a rafforzare il ruolo di presidente del Consiglio: "Potrà revocare i ministri, con il sistema di oggi serve una mozione di sfiducia o le dimissioni. Il premier sarebbe un premier più forte, come i sindaci. Il presidente della Repubblica terrebbe la funzione di garanzia, verrebbe meno quello di designazione". Secondo il leader di Italia Viva, questo sarebbe l'unico modo per sfuggire alla bagarre quotidiana.