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Meloni accusava Draghi di svendere l’ex Alitalia ai tedeschi: ora sarà lei a cedergliela

“La sinistra si prepara a svendere la compagnia di bandiera a Lufthansa”, denunciava Giorgia Meloni a ottobre 2021, il giorno in cui nasceva Ita, dalle ceneri dell’ex Alitalia. Un anno e mezzo dopo, da presidente del Consiglio, sarà proprio lei a cedere la compagnia aerea tricolore. A chi? Proprio ai tedeschi di Lufthansa.
A cura di Marco Billeci
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La difesa della compagnia aerea di bandiera, l'orgoglio per le livree tricolori sugli aerei, etc.. sono da sempre un must, per la destra sovranista. Non a caso, per mesi, dall'opposizione, Giorgia Meloni e Fratelli d'Italia hanno tuonato, contro l'ipotesi che il governo Draghi cedesse le azioni di Ita (l'ex Alitalia) in mani straniere, in particolare in quelle di Lufthansa. Alla fine, però, sembra proprio che la vendita della compagnia di bandiera tricolore si concretizzerà. E per nemesi storica, a consegnare le chiavi degli aerei italiani al gruppo tedesco sarà proprio il governo Meloni.

I tentativi della destra di tenere alto il vessillo dell'italianità dell'ex Alitalia d'altra parte hanno radici antiche, basti pensare alla battaglia di Silvio Berlusconi, nel 2008, contro la vendita ad Air France. Il tutto a dispetto del fatto che da anni la compagnia fa registrare perdite disastrose e per provare tenerla a galla,- lo Stato ha impiegato miliardi di euro.

La nascita di Ita e la privatizzazione di Draghi

Da ultimo, nel 2021, il governo Draghi ha deciso di rottamare la vecchia Alitalia. Dalle sue ceneri è nata Ita Airways. Il controllo è stato assunto dal ministero dell'Economia, con l'obiettivo però di arrivare alla privatizzazione. Un'ipotesi contro la quale si è da subito scagliata Giorgia Meloni. Il 14 ottobre 2021, giorno dell'ultimo volo Alitalia, Meloni scriveva su Facebook:

"Il governo Draghi e il management di ITA hanno massacrato la nostra compagnia di bandiera […] la sinistra ha deciso di spolpare un asset strategico nazionale per trasformare Alitalia in una low cost, magari da svendere domani ai tedeschi di Lufthansa".

La leader di Fratelli d'Italia però assicurava:

" Fratelli d’Italia continuerà a lavorare per dare all’Italia un governo di patrioti […] che torni ad avere una grande compagnia di bandiera degna di una potenza economica, industriale e culturale come l’Italia".

Il governo dei patrioti arriverà, ma le cose andranno molto diversamente.

Nei mesi successivi, gli strali di Fratelli d'Italia contro la privatizzazione di Ita sono continuati incessantemente. Tra i più attivi sulla materia, l'attuale vicepresidente della Camera Fabio Rampelli, che ad esempio spiegava come: "L'Italia che cede il trasporto aereo a terzi è come se l’Arabia Saudita cedesse la gestione dei pozzi di petrolio alla Cina".  Rincarava il capogruppo di Fdi in Commissione Trasporti Silvestroni: "La salvaguardia dell’italianità per una compagnia aerea di bandiera come Ita, pubblica al 100%, vuol dire fare gli interessi dell’Italia".

Meloni contro Lufthansa 

Le proteste si sono fatte ancora più rumorose dopo la caduta di Draghi a luglio 2022, quando sono iniziate a circolare le ipotesi che il governo uscente potesse concretizzare prima delle elezioni, la vendita di Ita a una cordata italo-tedesca, composta da Msc Crociere e Lufthansa, con quest'ultima in maggioranza. "Il presidente Draghi smentisca l’ipotesi di un’accelerazione del processo di vendita di Ita a Lufthansa", avvertiva Meloni ad agosto 2022.  E proseguiva: "Dal 25 settembre in poi tutto potrà cambiare e al rilancio della nostra compagnia aerea di bandiera penserà chi governerà".

Le parole di quella che all'epoca era già la candidata più accreditata a vincere le elezioni hanno fatto ovviamente scalpore anche in Germania. Diversi commentatori sui giornali hanno consigliato ai vertici di Lufthansa di abbandonare la partita italiana, convinti che da palazzo Chigi, Meloni mai avrebbe permesso la cessione di Ita. " La nostra pazienza non è infinita“, commentava infastidito il Ceo della compagnia tedesca, Karsten Spohr,

La presa di posizione della leader di Fratelli d'Italia di fatto ha bloccato la vendita di Ita. L'esecutivo Draghi  ha lasciato cadere le trattative avviate (peraltro con una cordata diversa, da quella capitanata da Lufthansa), in attesa dell'insediamento della nuova maggioranza di centrodestra, che nel frattempo aveva vinto le elezioni. Era compito di Meloni e della sua compagine sovranista rilanciare le sorti della compagnia di bandiera, come annunciato. Invece…

Meloni vende a Lufthansa 

A dicembre il governo ha varato un provvedimento che fissa nuove condizioni per la cessione di Ita. Condizioni evidentemente tutt'altro che indigeste per Lufthansa, che infatti il 18 gennaio scorso ha presentato una nuova richiesta, per rilevare una parte della compagnia. In un primo momento, l'offerta prevede l'acquisto di una quota di minoranza (si parla del 40 percento, per una cifra attorno ai 250 milioni, contro i 350 chiesti dal governo), con il ministero dell'Economia a mantenere la maggioranza delle azioni. La gestione operativa passerebbe, comunque, da subito in mano tedesca.

Il progetto di Lufthansa però prevede la possibilità esplicita di arrivare, in breve tempo, a controllare il cento per cento di Ita. Un'opzione che, secondo il piano, sarebbe la stessa azienda teutonica a decidere se esercitare, dopo aver verificato l'effettiva possibilità di risanare e rendere redditizia la compagnia. Il governo in questo caso potrebbe solo subire la decisione.

È chiaro che quella di Lufthansa è al momento solo un'offerta, che l'esecutivo potrà decidere se accettare ed eventualmente chiedere di modificare. La trattativa per arrivare alla concretizzazione dell'accordo sarà lunga e complessa. D'altra parte, il coltello dalla parte del manico è nelle mani di Berlino, perché quella dei tedeschi è l'unica proposta arrivata sul tavolo, entro la deadline fissata dal ministro Giorgetti.

L'unica vera alternativa per Meloni sarebbe quella di mantenere Ita nello pancia dello stato, una strada per cui servirebbero molti soldi, che il governo non ha, e  che  porterebbe a un improbo scontro con l'Europa. Così, con ogni probabilità, alla presidente del Consiglio non resterà che assistere al materializzarsi di quanto profetizzato il 14 ottobre 2021: la vendita (o la svendita) dell'ex Alitalia alla Germania. Chissà se, nella sua visione, Meloni si era resa conto che a realizzarla sarebbe stata lei.

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