Maurizio Landini, il segretario della Cgil, interviene in diretta a Piazzapulita su La7 uscendo dall'incontro con Giuseppe Conte, che oggi ha riunito un tavolo con i sindacati per fare il punto della situazione sul caso dell'abbandono di Arcelor Mittal all'ex Ilva di Taranto. "Tutti questa sera abbiamo convenuto che l'accordo con Arcelor Mittal vada fatto applicare. Non è accettabile che il gruppo decida di uscire da un accordo dopo nemmeno un anno dalla firma. Questo credo che sia un fatto importante, perchè rimarca come tutti pensiamo che senza un'industria siderurgica degna di questo nome non ci sia un futuro industriale per il nostro Paese", commenta il segretario.

Landini ricorda quindi dello sciopero di 24 ore proclamato per domani a Taranto: "Come sindacato dovremmo valutare quali altre iniziative mettere in campo nel caso Arcelor Mittal non cambiasse idea nei prossimi giorni, perché non è accettabile che gli accordi firmati non vengano rispettati". Il segretario quindi interviene sul nodo principale della vicenda, la questione dello scudo penale: "Vorrei che fosse chiaro che questa protezione è nata nel 2015 quando vengono nominati i commissari. Si tratta di un concetto di buon senso: quando si mette a gestire un'impresa un soggetto nuovo, le responsabilità di questo soggetto devono partire da quello che fa lui. Non può ricadere su di lui ciò che è stato fatto in precedenza. Rimettere in piedi questa clausola non è fare un favore ad Arcelor Mittal, ma si tratta semplicemente di ripristinare una regola".

Secondo il segretario, "oggi il governo sta facendo la sua parte chidendo ad Arcelor Mittal di rispettare gli accordi". Poi invita le forze politiche a fare una riflessione: "Utilizzare per ragioni politiche la vicenda dell'Ilva è un errore clamoroso perché lo si fa sulla pelle delle persone. Da questo punto di vista oggi la responsabilità politica deve essere quella di difendere i posti di lavoro". E questi posti di lavoro, aggiunge Landini, si possono difendere solo producendo acciaio in quello stabilimento. "E se si produce l'acciaio senza inquinare perché si fanno degli investimenti si da un futuro al nostro Paese. Questa è la battaglia che dobbiamo fare e la dobbiamo fare tutti insieme. Il dibattito politico deve andare avanti", conclude il segretario della Cgil.