Nella notte, 47 migranti, tra cui dieci donne, sono sbarcati sulle coste siciliane, arrivando al porto di Pozzallo (Ragusa) a bordo di un pattugliatore della Guardia di Finanza. I naufraghi erano stati soccorsi nel Canale di Sicilia da una motovedetta della Guardia Costiera: sono state salvate 53 persone, ma 6 sono state immediatamente trasferite a Lampedusa per problemi medici, mentre gli altri sono stati trasferiti nel hot spot di Pozzallo.

Nel frattempo continua la lotta di Matteo Salvini alle Ong. Il ministro dell'Interno ha convocato ieri il Comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza durante il quale si è deciso di schierare le navi della Marina militare e della Guardia di finanza per "difendere i porti italiani", impedendo quindi alle navi delle organizzazioni di avvicinarsi. Allo stesso tempo, si lavorerà per ridurre le partenze dal Nordafrica, attraverso radar, mezzi aerei e navali. Entro l'estate, il Viminale ha anche deciso di inviare dieci motovedette italiana alla Guardia costiera libica e allo stesso tempo sta lavorando per, attraverso degli emendamenti al Decreto sicurezza bis, aumentare le pene per scafisti e trafficanti. Per migliorare il sistema rimpatri e frenare chi vuole salpare dalla Tunisia, si è anche aperta oggi una trattativa diplomatica con il Paese, come ha confermato il capo di Stato maggiore della Difesa, Enzo Vecciarelli, che parteciperà alla riunione.

Al termine dell'incontro, Matteo Salvini ha annunciato di aver scritto al suo omologo tunisino, Hichem Fourati: "Le nostre relazioni sono storicamente improntate alla massima cooperazione e hanno assunto, nel tempo, un carattere privilegiato, nel comune interesse alla salvaguardia dei delicati equilibri dell'area Mediterranea", ha scritto il vicepresidente del Consiglio leghista. Nonostante si sia sempre potuta registrare una piena sintonia con le autorità tunisine, la complessa situazione del quadrante libico continua a creare una "forte apprensione per i risvolti sulle dinamiche dei flussi migratori", ha proseguito Salvini, indicando "una maggiore concentrazione dei flussi lungo gli itinerari in partenza dalla Tunisia". Il ministro non mette in discussione impegno di Tunisi nel bloccare la partenza di molti migranti irregolari, nel contrastare i trafficanti e nell'adottare iniziative antiterrorismo, ma "l'attuale scenario impone di accrescere ulteriormente gli sforzi, soprattutto sul fronte degli interventi finalizzati a prevenire e scoraggiare le partenze degli immigrati irregolari, implementando anche le attività info-investigative, da affiancare ad un potenziamento operativo nelle aree più sensibili".

E ancora: "Dobbiamo imprimere una accelerazione al modello di cooperazione già in atto che, anche con il sostegno europeo, rafforzi le capacità di sorveglianza marittima, attraverso il definitivo sviluppo di un sistema integrato basato su postazioni radar e strutture operative. Anche sul fronte del rimpatrio, vero modello di operatività, possiamo conseguire ancora più elevati livelli di efficacia attraverso rimodulazioni improntate ad una maggiore flessibilità con il ricorso a navi di linea". Salvini propone quindi l'utilizzo di navi di linea per le operazioni di rimpatrio, garantendo il pieno sostegno italiano.