"È un mese che in maggioranza Partito democratico, Italia Viva e Movimento Cinque Stelle si scannano sulla giustizia e sulla prescrizione. Non è che ogni giorno possiamo inseguire Conte, Di Maio e Bonafede sui temi della giustizia": così Matteo Salvini commenta gli ultimi scontri interni nella maggioranza, intensificatesi ieri dopo il via libera del Consiglio dei ministri alla riforma del processo penale, all'assenza degli esponenti del partito di Matteo Renzi. "Noi ci stiamo occupando di problemi reali, di cantieri, ci stiamo occupando delle infrastrutture delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina", ha proseguito il leader leghista.

Quindi ha attaccato gli ex alleati di governo, rifiutando l'ipotesi di un secondo governo gialloverde: "Siamo andati a casa perchè questi del M5s bloccavano tutto, non cambio idea una volta ogni sei mesi. La strada maestra sono le elezioni, punto". Allo stesso modo Salvini non vede assolutamente la possibilità di un esecutivo istituzionale a fianco dei dem, in caso di crisi di governo: "Ma io secondo voi faccio il governo col Pd? Il Pd vuole cancellare i decreti sicurezza, quota 100, flat tax, vuole fare l'esatto contrario di quello che abbiamo fatto noi".

In materia specifica di prescrizione, Salvini ha commentato: "Prima riformi l'intero processo poi intervieni sulla prescrizione, per questo avevamo sospeso la prescrizione, poi la riforma processo penale non si è più vista. La nostra posizione è quella di un anno fa. Loro sono partiti dalla fine, la prescrizione, probabilmente perché non sono d'accordo sulla riforma del processo penale. È tutto bloccato, autostrade, Ilva. L'unico momento in cui erano uniti è stato mercoledì per votare sul mio processo".

Nel ddl approvato ieri a Palazzo Chigi c'è anche il controverso lodo Conte bis in tema di prescrizione. Negli ultimi giorni, proprio sulla questione, si è aperto uno scontro che vede M5s e Pd alleati contro i renziani di Italia Viva, i quali minacciano di aprire la crisi di governo. Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha però affermato di non essere più disposto ad accettare ricatti, definendo "inaccettabile" il comportamento di Renzi. Che, da parte sua, ha consigliato a Conte di cambiare maggioranza se non riesce ad accettare idee diverse all'interno di questa.