Matteo Renzi a Scanner Live: “Il governo è in crisi, se perdiamo questa occasione ci devono ricoverare”

Nell'ultima puntata di Scanner Live sono intervenuti due leader dell'opposizione. Da una parte la segretaria del Pd Elly Schlein, dall'altra il presidente di Italia viva Matteo Renzi. L'ex presidente del Consiglio ha risposto alle domande di Valerio Nicolosi sulla politica estera, ma soprattutto sui temi più spinosi che rischiano di dividere il centrosinistra ancor prima delle elezioni.
La linea di Renzi sulle primarie: "Niente Mr. X o Mrs. Y, non perdiamo l'occasione"
Sul tavolo è tornata la questione delle primarie. Come scegliere una figura che possa guidare la coalizione, che metta d'accordo tutti e porti gli elettori a votare? C'è anche chi ha proposto una soluzione esterna rispetto ai leader di partito. Renzi è scettico: "Io penso che se iniziamo con il Mister X o il Mrs. Y andiamo poco lontano. Il governo Meloni è in crisi".
Una crisi che, secondo l'ex premier, "è solo all'inizio. Perché quello che sta accadendo sullo stretto di Hormuz, le conseguenze sulle materie prime, la crisi energetica, sono fenomeni che cambieranno profondamente la condizione di vita degli italiani nei prossimi dodici mesi". Insomma, le condizioni peggioreranno e "per la Meloni non potrà che essere una strada in discesa". Con un appello agli alleati: "Ragazzi, se perdiamo questa occasione ci devono ricoverare tutti".
Salario minimo: "Io sono favorevole, ma non è il primo problema"
Secondo Renzi bisogna partire dai temi, più che dai nomi. Il problema è che ci sono questioni su cui i partiti restano lontani, almeno sulla carta. A Fanpage.it Elly Schlein ha citato quattro temi da cui il governo del centrosinistra dovrebbe partire: salario minimo, investimenti sulla sanità, congedo parentale, riconoscimento dello Stato di Palestina. Abbiamo chiesto al leader di Italia viva cosa ne pensa e se riusciranno a trovare una sintesi.
"La risposta è sì, riusciremo a trovare una sintesi", innanzitutto. E poi nel merito: "Al salario minimo io sono favorevole, l'ho proposto dal segretario del PD nel 2018 e la Cgil mi disse di no. Oggi se la Cgil ha cambiato idea io sono favorevole, però il problema non è il salario minimo per me. Il primo problema è il salario medio delle famiglie".
Un tema che si collega alla crisi demografica: "In Italia nascono meno di 1000 bambini al giorno, 357mila nel 2025". Si fanno meno figli e più tardi, "per motivi culturali" ma anche per le difficoltà economiche: "Il punto fondamentale della precarietà è che tipo di strumenti dai a un quarantenne che ha un figlio". E in molti casi "la vera fregatura è la casa".
Il nodo delicato su Gaza: "L'unica soluzione è due popoli e due Stati"
Se sul piano interno c'è margine per compromessi, sulla politica estera le differenze sono ancora più pronunciate. Secondo Renzi invece "c'è uno spazio di condivisione maggiore del previsto". A partire dall'Europa: "Se Conte dice ‘Io sono dentro una dinamica in cui è la difesa europea il punto fondamentale', questo è un fatto politico. E per quanto riguarda la Russia: "Io dico a tutti che avere una soluzione negoziale in Ucraina è una necessità innanzitutto per il valoroso popolo ucraino, che è stato massacrato e decimato, come pure sono stati massacrati tanti russi mandati dall'azione criminale di Vladimir Vladimirovic Putin a morire in Ucraina".
Il punto più delicato in questo momento è la Palestina. "È evidente che l'unica soluzione è due popoli, due Stati. Ed è evidente che per farlo va bloccato il disegno di colonizzazione ulteriore del governo di estrema destra israeliano di Netanyahu, e soprattutto degli alleati di estrema destra da cui Netanyahu dipende, perché senza di loro non avrebbe i voti". Per questo, è necessario "riconoscere che i territori che appartengono alla Palestina devono essere nelle mani della Palestina".
Renzi ha evitato di parlare direttamente di riconoscimento dello Stato di Palestina: "A me piacerebbe una politica un pochino più seria di quella che abbiamo ad oggi, che si occupa un pochino più di cose vere, di sfide reali e che abbia sulla politica estera un atteggiamento un pochino più razionale e visionario", ha proseguito. "Certo, se lei pensa che questa cosa la possiamo discutere con Antonio Tajani che dice ‘Mi raccomando, quando ci sono i droni chiudete le finestre'… È uno che se dici ‘Parliamo della navigabilità dello stretto di Hormuz' ti risponde ‘Eh beh, nello stretto di Hormuz non fate il bagno se non tre ore dopo aver mangiato' perché questo è il livello della politica estera di Antonio Ciccio Tajani".
Le dimissioni nel governo Meloni: "Se sei premier e perdi referendum, come fai a restare lì?"
Tornando sul governo Meloni, il leader di Italia viva ha attaccato per la sfilza di dimissioni arrivate la scorsa settimana – e anche per quelle che non sono arrivate. "Io non capisco perché perdono un referendum sulla giustizia e si dimette il ministro del Turismo. È evidente che il ministro del Turismo si dimette perché la Meloni la fa dimettere in ragione dei guai giudiziari", ha detto. "E allora vuol dire che la Meloni sceglie la strada per cui tutti quelli indagati devono dimettere, è la vecchia linea giustizialista che Fratelli d'Italia aveva sempre avuto. Son quelli di Bibbiano, ce li ricordiamo".
Poi ha affermato che "oggi ci sono due ministri che sono totalmente incompetenti e fuori posto", e che si stanno occupando delle "due emergenze principali. La prima è l'emergenza di politica estera. Abbiamo una situazione caotica a livello globale e il ministro degli esteri Antonio Tajani che si preoccupa di Gasparri e di Barelli".
Dall'altra parte c'è "il ministro che io ritengo di gran lunga il ministro peggiore in una compagine di governo abbastanza indecente, che si chiama Adolfo ‘Urss' Urso. Abbiamo un ministro dello Sviluppo economico che è un ministro dell'anti-sviluppo, è il ministro della decrescita, non della crescita. Trentatrè mesi di produzione industriale negativa. Ecco, questi due sono i ministri che io farei dimettere se pensassi agli italiani".
Non è mancata una critica diretta anche a Giorgia Meloni: "Se pensassi alla decenza: se sei il presidente del Consiglio e perdi un referendum su una legge del tuo governo, come fai a restare lì fischiettando?".
Sull'Iran e la Nato Trump è "schizofrenico"
La crisi in Iran è, appunto, una delle principali preoccupazioni del governo al momento. Ma a rendere la situazione globale ancora più "caotica" è Donald Trump, che la guerra l'ha iniziata, con le sue continue dichiarazioni. Pochi giorni fa, ha dichiarato che valuterà l'uscita dalla Nato.
"Penso che commentare Trump ormai sia inutile. Dice una cosa, il giorno dopo dice l'opposto. Nel frattempo qualcuno dell'inner circle della Casa Bianca scommette sui mercati sulla base delle cose che ha sentito, fa dichiarazioni che cambiano il corso della borsa e questo porta a fenomeni evidenti di insider trading", ha detto Renzi.
"La guerra in Iran è finita almeno sette volte secondo le dichiarazioni di Trump. Abbiamo capito che devono baciargli il fondo schiena almeno 22-23 capi di Stato. La verità è che abbiamo a che fare con un atteggiamento della Casa Bianca che è pazzesco, schizofrenico e profondamente pericoloso. La Nato non esiste senza gli Stati Uniti. Il problema è che tipo di nuovo ordine mondiale noi vogliamo organizzare nei prossimi anni".